Campobasso piange don Giovanni Diodati, il parroco di San Paolo amico di tutti (FOTO E VIDEO)

Questo pomeriggio, alle 17, i funerali del presbitero noto in città

CAMPOBASSO

Tanti, tantissimi i fedeli che hanno voluto esserci per dare l’ultimo saluto al loro adorato parroco. Per dirgli addio, proprio nella chiesa di San Paolo, dove per anni ha guidato il suo gregge. Se n’é andato don Giovanni Diodati, alle 21,30 di ieri, domenica 5 maggio, giorno del Signore. All’Hospice di Larino, dove da qualche tempo era ricoverato a causa di un brutto male, i suoi occhi si sono chiusi per non riaprirsi più. Una città commossa, e ancora incredula, piange, consapevole di aver perso non solo una guida spirituale ma soprattutto un grande amico. Da sempre vicino ai giovani, con i giovani e per i giovani, soprattutto quelli più fragili.
Nato il 19 febbraio 1949 a Campobasso, dal padre Federico e dalla madre Beatrice Sacchi. Residente a Campobasso, ha studiato Teologia presso il seminario di Fermo (essendo la sua vocazione adulta). Dopo una feconda attività lavorativa nel mondo dell’arte, giunge al sacerdozio a 44 anni, anche per la testimonianza di don Giovanni Battista e la comunità della parrocchia di san Leonardo a Campobasso. Il 3 luglio 1993 viene ordinato sacerdote da S.E. mons. Ettore Di Filippo e il 5 luglio dello stesso anno viene nominato vice parroco ai Santi Bartolomeo e Paolo e, per un breve periodo nella parrocchia di Santa Maria di Loreto in Santo Stefano (frazione di Campobasso). Il 1 maggio del 1994 viene nominato Parroco dei Santi Bartolomeo e Paolo. Il 31 ottobre del 1995, inoltre, viene assegnato come assistente spirituale della Polizia di Stato presso la Questura di Campobasso, rimasto in carica fino al 2017 per raggiunti limiti di età. Don Giovanni Diodati è stato anche esorcista diocesano dalla morte del predecessore don Raffaele Bove. «Profondo nel consiglio come esorcista, vivace nell’animazione dei Movimenti laicali, vicino ai giovani in qualità di cappellano della Polizia di Stato di Campobasso, sensibile verso i poveri». Così, il vescovo Bregantini che ha presieduto la messa esequiale. «Parroco zelante a san Paolo, amabile di stile nelle relazioni fraterne. Lo affidiamo perciò al Signore, con grande speranza e con corale preghiera, certi dell’abbraccio di Dio verso il suo servo fedele».