Campobasso, inaugurata la “Casa per Domani” dove abiteranno ragazzi speciali

Apre i battenti in via Roma la struttura per i giovani con la sindrome di Down alla presenza della responsabile dell’Aipd del capoluogo, Giovanna Grignoli, dei vertici di Regione e Comune e con la partecipazione straordinaria dell’assessore al Welfare di Napoli, Luca Trapanese: “Grato per questo progetto. Questa realtà è l’esempio di come una comunità si prende cura anche delle persone più fragili”

“Una realtà come questa di Campobasso dà l’idea di come dovrebbe essere una comunità che si prende cura anche delle persone più fragili. Sono grato per questo nuovo progetto che diventerà casa, famiglia e calore per alcuni ragazzi con la sindrome di Down”. Le parole di Luca Trapanese, che ha adottato Alba, una bimba “speciale” ed è assessore al Welfare del Comune di Napoli, hanno suggellato il taglio del nastro della struttura “La Casa per Domani” in via Roma, 52. L’apertura è stata possibile grazie al progetto “Una Casa per Domani” dell’Associazione Italiana Persone Down (AIPD) di Campobasso con l’obiettivo di creare una Casa per accogliere le persone adulte con Sindrome di Down del Molise, giunte nella seconda parte della loro vita senza il sostegno dei genitori e con problemi legati alla vecchiaia nell’ambito del Programma Formula di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Fondazione CESVI.

Presenti all’evento anche la presidente AIPD di Campobasso, Giovanna Grignoli, il presidente della Regione Molise, Donato Toma, l’assessore alle Politiche Sociali, Filomena Calenda, il sindaco di Campobasso, Roberto Gravina (“un messaggio di speranza per tutte le famiglie che dedicano la loro intera vita all’assistenza dei propri cari e che, finalmente, vedono un’azione concreta per creare presupposti più sereni verso quel momento di passaggio definito come il dopo di noi”), l’assessore comunale, Luca Praitano, il Direttore Area Retail Molise di Intesa Sanpaolo, Francesco Digaetano e la High Value Donors Support di Fondazione CESVI, Chiara Saliceti.

Il progetto – finanziato con una raccolta fondi da gennaio a giugno 2022 su For Funding, la piattaforma di crowdfunding di Intesa Sanpaolo che ha superato i 100mila euro grazie alle contribuzioni di privati cittadini, imprese, della Banca e delle società del Gruppo Intesa Sanpaolo – coinvolge 16 persone con Sindrome di Down che, per un periodo di transizione di almeno 15 mesi, verranno suddivise in gruppi di 4 ospiti ciascuno e a rotazione faranno esperienza di convivenza 24 ore su 24 riuscendo a coinvolgere in egual misura tutti i componenti del gruppo che attualmente seguono le attività dell’Associazione ed hanno già raggiunto un livello minimo di autonomia personale. Beneficiarie saranno anche le 16 famiglie che verranno aiutate ad affrontare il doloroso quesito che suona drammaticamente così: “Che ne sarà di mio figlio dopo la mia morte?” favorendo nelle stesse famiglie un cambiamento culturale in un’età in cui i genitori sono ancora in grado di accettare il distacco e il figlio disabile può ancora incrementare il suo livello di autonomia.

Questo consente alle famiglie di percepire il bisogno di residenzialità come un’opportunità di miglioramento della qualità della vita del proprio figlio, piuttosto che come una soluzione a una necessità emergenziale aiutandolo a rafforzare la consapevolezza che, pur avendo una disabilità, si diventa “grandi” e si possono vivere esperienze da adulti al di fuori della famiglia dove sperimentare la propria capacità organizzativa e di relazione in un gruppo di pari nella cura e nella gestione della casa e del tempo libero.