Campobasso-Foggia, il ritorno di una grande classica. Cudini sfida Zeman, ma quante assenze su ambo i fronti…

Torna a distanza di molti anni una delle classiche del calcio meridionale, un Campobasso-Foggia dai mille risvolti e dall’affascinante sfida tra 4-3-3, con il maestro Zeman da una parte e Mirko Cudini dall’altra. Due concetti di calcio forse diversi, ma che presentano similitudini nell’idea di voler imporre il proprio calcio. Domani a Selva piana (calcio d’inizio alle 17,30) ci saranno anche punti in palio pesanti per la classifica, tra due squadre che corrono per obiettivi diversi e che presentano diverse defezioni nello scacchiere iniziale. Non ci sarà tutta l’artiglieria a disposizione….

Qui Lupo: Cudini costretto a cambiare. Le assenze, come detto. Non poche in casa Campobasso. Oltre agli infortunati di medio-lungo corso come Menna e Di Francesco, l’allenatore rossoblù dovrà fare a meno anche di due pedine importanti del centrocampo quali Bontà e Candellori, quest’ultimo infortunatosi e non ancora pienamente recuperato nella settimana post-Latina. Al fianco di Ladu in regia, dunque, Tenkorang è sicuro di una maglia, mentre Giunta e Persia sono in lotta (con il primo favorito) per l’ultimo posto del trio. Due i ballottaggi ulteriori della vigilia: Emmausso-Vitali in avanti, con il giovane romano favorito; Pace-Vanzan sulla corsia di sinistra. Qualche dubbio sulla presenza di Magri al centro della difesa: permane l’ottimismo, ma in caso contrario toccherà a Sbardella affiancare Dalmazzi. Complice la promozione lanciata dalla società (due gare interne in sequenza a prezzo ridotto), è prevista una buonissima affluenza sugli spalti, degna cornice per un match sentito e dal sapore mai sopito.

Alla scoperta del Foggia di Zeman, privo del suo giocatore più talentuoso. Forse un’anomalia rispetto al passato. Forse una semplice fase di rodaggio. Sta di fatto che il Foggia versione 21/22, numeri alla mano, non sembra in tutto e per tutto una squadra di Zdenek Zeman, che ci ha abituati nel corso della sua carriera a festival del gol e ribaltoni improvvisi nelle gare. La fase difensiva appare più equilibrata, l’attacco meno atomico. E proprio sul reparto offensivo, si registrano due assenze importanti come quelle di Curcio (che piace tanto al boemo) e Di Rocca, out per infortunio. “Vedremo chi giocherà – ha spiegato il tecnico alla vigilia – ci sono delle soluzioni, ma saremo comunque in undici… Il Campobasso? Mi piace, l’ho affrontato una sola volta in carriera (nel 1988, alla guida del Messina ndr) forse gioca il miglior calcio del girone. Loro sono più organizzati di noi forse in questa fase, ma sul piano atletico e della corsa crediamo di avere qualcosa in più”. I Satanelli – comunque a caccia del settimo risultato utile consecutivo e in buona posizione nonostante il -4 di penalizzazione – saranno supportati da circa 500 tifosi al seguito. Sarà sfida intensa anche sugli spalti, c’è da giurarci. le.lo.