Campobasso Calcio, domani la sentenza del Consiglio di Stato: due giudici sostituiti in extremis

Esclusi dal giudizio Di Matteo, componente della II sezione della Corte Federale d’Appello della Figc, e Perotti che è più volte comparso nei giudizi su questioni sportive (tra cui la B a 19 tre anni fa). Duro l’intervento del legale della Federcalcio che ha richiamato il parere dell’Agenzia delle Entrate e il sistema della licenze nazionali

È attesa per domani, venerdì 26 agosto, la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso del Campobasso Calcio per la riammissione in Lega Pro. L’udienza era terminata nella tarda mattinata di oggi. Ma non è tutto. Sono stati sostituiti due magistrati dal Collegio giudicante all’ultimo momento: Di Matteo, componente della Seconda sezione della Corte federale d’appello Figc, il cui presidente è Mezzacapo, e Perotti, più volte comparso nei giudizi su questioni sportive, tra cui quella dell’estate 2019 sulla serie B inizialmente a 19. In questo procedimento, infatti, la Lega Pro si è costituita parte civile.

Secondo quanto filtra da Palazzo Spada, l’avvocato della Figc, Giancarlo Viglione, ha attaccato il dispositivo cautelare firmato dal giudice, Barra Caracciolo, lo scorso 4 agosto e dimostrando, in tal modo, che il legame tra Malagò (Coni) e Ghirelli (Lega Pro) continua. L’argomento utilizzato dal legale della Federcalcio è il parere dell’Agenzia delle Entrate, ma il vero nocciolo della questione è il sistema delle licenze nazionali.  

Cresce, dunque, l’attesa per la sentenza di domani: i giudici ribalteranno il cautelare di Barra Caracciolo oppure accoglieranno anche nel merito il reclamo del Campobasso, spalancandogli così le porte della Lega Pro (e, forse, pure al Teramo) e aprendo così un effetto domino che, in un Paese normale, dovrebbe portare al commissariamento della Lega Pro da parte della Figc che a sua volta dovrebbe essere commissariata dal Coni che a sua volta dovrebbe essere commissionato dal Governo? Ma l’esecutivo è in carica solo per il disbrigo degli affari correnti e per il nuovo c’è ancora da aspettare.