Campane a morto per il biotestamento. L’Arcigay Molise risponde

L’Arcigay Molise reagisce al gesto dei parroci molisani che hanno suonato le campane a morto contro l’approvazione alla Camera dei DAT

Giovedì 20 aprile nei comuni di Carovilli (IS), Castropignano (CB), Duronia (CB), Pietrabbondante (IS) e Salcito (CB) i parroci hanno suonato le campane a morto, oltre ad affiggere un necrologio a Pietrabbondante, per esprimere contrarietà all’approvazione alla Camera dei deputati dell’approvazione dei DAT, le Disposizioni anticipate di trattamento.

Le campane a morto hanno risuonato per Carovilli, sempre per mano di Don Mario Fangio, anche quando, nel maggio dello scorso anno, alla Camera è stata approvata la legge sulle unioni civili.

Davanti l’intolleranza della Chiesa, l’Arcigay Molise reagisce anche in questa occasione, ricordando l’importanza della laicità e della democrazia della nostra nazione come fattori determinanti la libertà di decisione dell’individuo, senza limitazioni da parte delle religioni.

«Per noi di Arcigay», ha dichiarato la presidente Luce Visco, «il rispetto per gli altri è il punto di partenza da cui scaturiscono le nostre azioni. E crediamo che la legge sul testamento biologico sia una norma di civiltà con cui costruire una società moderna ed evoluta. Crediamo che sia buonsenso lasciare al paziente la scelta di decidere di porre fine alla propria vita nelle modalità con cui ritiene opportuno farlo. Riteniamo invece che l’iniziativa dei parroci molisani non rispetti la libertà di autodeterminazione dell’individuo e i diritti della singola persona».