Camionista morto, attesa per l’autopsia

Necessaria per chiarire le cause del decesso del 50enne di nazionalità polacca

Bricofer

TERMOLI

Potrebbe non essere eseguita prima della settimana prossima l’autopsia sul corpo del 50enne camionista polacco trovato senza vita nella mattinata di lunedì 7 gennaio, all’interno del suo tir parcheggiato nell’area di sosta Rivolta del Re nel nucleo industriale di Termoli. Le indagini avviate dai carabinieri della compagnia di Termoli coadiuvati dal nucleo investigativo dei vigili del fuoco vanno avanti per ricostruire l’esatta dinamica che ha portato al decesso dell’uomo. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti sia la possibilità che la morte sia stata dovuta a una intossicazione da monossido di carbonio sia anche quella che possa essersi trattato di un decesso naturale. Solo l’autopsia potrà chiarire i contorni di una vicenda che ancora non è chiara. Stando ai primi riscontri l’uomo pare che stesse dormendo all’interno del proprio mezzo pesante quando è avvenuta la tragedia. Ad accorgersi che il 50enne non rispondeva e non dava segnali il collega che stava viaggiando su un altro mezzo pesante ma che aveva scelto la stessa area per trascorrere la notte in attesa di scaricare la propria merce. Quando l’uomo è andato a chiamare il collega si è accorto che quest’ultimo era già senza vita. Inutili i tentativi di soccorso, per il 50enne non c’era già più nulla da fare. I carabinieri hanno sequestrato il fornelletto da campo che si trovava all’interno del mezzo e che, presumibilmente, era utilizzato dall’uomo per cucinare e scaldarsi in attesa di verificare se proprio una intossicazione da monossido di carbonio possa essere la causa della morte o se, questa, non possa essere sopraggiunta per cause naturali. Nel frattempo sulla vicenda è intervenuto anche Maurizio Diamante, segretario nazionale della Fit-Cisl per il quale «il decesso del camionista polacco è l’ennesima morte bianca, dovuta in questo caso alle condizioni inumane in cui sono costretti questi lavoratori. Nel 2019 ancora tolleriamo – prosegue Diamante – che gli autisti di camion dormano e mangiano nel loro mezzo all’interno delle piazzole di sosta. Si può immaginare facilmente che questi lavoratori non si riposino affatto e quindi si mettano al volante stanchi, con conseguenti rischi per loro stessi e per gli altri utenti della strada. Chiediamo più controlli da parte delle autorità competenti per verificare le condizioni di sicurezza in cui operano questi lavoratori e sanzionare, se necessario, comportamenti non conformi alle norme. Inoltre intendiamo incontrare le associazioni datoriali per trovare una soluzione a questo problema diffuso. Abbiamo fatto bene inoltre a dire no, assieme a Etf, la Federazione europea dei lavoratori dei trasporti a cui aderiamo, al pacchetto Mobilità – conclude il segretario nazionale – che deve essere approvato entro gennaio dal Parlamento europeo e che aumenta i tempi di guida e diminuisce quelli di riposo non solo dei camionisti, ma anche degli autisti di autobus a lunga percorrenza. Contro questo provvedimento e per chiedere migliori condizioni di lavoro per tali lavoratori, abbiamo indetto uno sciopero unitario di 24 ore per lunedì prossimo e abbiamo in mente ulteriori azioni di protesta».

 

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