Buoni fruttiferi Poste, maggiori interessi per quattromila euro

Sentenza del tribunale di Isernia 

REDAZIONE

Un risparmiatore recatosi presso l’Ufficio Postale di Isernia, chiedeva la liquidazione del titolo alla scadenza dello stesso, ma Poste Italiane gli riconosceva un importo inferiore rispetto al valore reale del buono.

Nel caso specifico per il Buono sottoscritto nel novembre del 1986 del valore di L. 1.000.000 gli veniva riconosciuto un importo di € 6.400,00 circa, ma il valore reale del buono era di € 10.500,00, con una differenza di oltre 4.000,00 €.

Presentato il ricorso presso il Tribunale di Isernia, il Giudice accoglieva le richieste dello studio legale Giulio Fragasso, riconoscendo al risparmiatore il valore reale del titolo: 10.500,00. Tale accoglimento si basava sull’applicazione dei tassi d’interesse riportati sul retro del titolo poiché Poste Italiane aveva utilizzato vecchi moduli di Buoni Fruttiferi Postali aventi serie diverse da quella Q che avrebbe dovuto emettere.

Il problema consisteva ancora una volta  in questa omissione: i buoni del risparmiatore avevano il timbro di modifica della serie Q/P ma dal 21 al 30 anno non applicava i tassi d’interesse così come riportati sul titolo. Poste infatti, sostiene Fragasso, aveva omesso il contenuto del D.M. 1986 che obbligava l’Ufficio Postale ad apporre tutti i tassi d’interesse riportati nello stesso dal 1° al 30 ° anno.

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