Branco di oltre 30 cinghiali nelle campagne di Petrella: il sindaco scrive al Prefetto (VIDEO)

Dopo le ripetute segnalazioni da parte dei cittadini di Petrella Tifernina, esasperati per la costante presenza di numerosi cinghiali i quali, oltre a devastare i campi mettono a rischio l’incolumità pubblica, il primo cittadino di Petrella, Alessandro Amoroso, ha inviato una lettera al Prefetto, dott. Antonio Cappetta. «Sua Eccellenza – si legge nella nota inviata da Amoroso – è con viva preoccupazione che Le scrivo, anche alla luce delle criticità evidenziate in occasione dell’incontro tenutosi in Prefettura lo scorso 15 luglio, cui hanno fatto seguito una serie di accadimenti a danno dei cittadini residenti a Petrella Tifernina, che mi onoro di rappresentare. L’emergenza cinghiali in Molise è un argomento tristemente noto, del quale molto si è discusso, in sedi e contesti differenti, alla presenza di illustri rappresentanze istituzionali e personalità del mondo associativo e professionale; incontri di indubbia necessità ai quali, però, è indispensabile far seguire azioni materiali in grado di fornire risposte e soluzioni concrete alle istanze che pervengono quotidianamente dai nostri concittadini. Un problema che da primo cittadino ho sollevato a più riprese, anche alla luce delle ripetute incursioni degli animali selvatici in pieno centro abitato e nelle aree rurali circostanti; solo qualche giorno fa, a mero titolo esemplificativo, un branco di cinghiali è stato avvistato alle porte del  paese e, nello specifico, si è introdotto in una proprietà privata dove, oltre a creare danni alle colture, sostava nei pressi delle automobili parcheggiate, cogliendo di sorpresa la proprietaria intenta a mettersi a bordo del veicolo. Inutile elencarLe le ripetute sollecitazioni che, con preoccupante frequenza, giungono alla mia attenzione ma, Le assicuro, esse sono il risultato di una vera e propria esasperazione collettiva, non solo da parte dei molti agricoltori presenti nella nostra comunità – bersagli privilegiati degli ungulati – ma anche dai tanti cittadini preoccupati per l’incolumità pubblica. A mio modesto parere, credo siano più che maturi i presupposti e i tempi per richiedere un intervento mirato, commisurato, nella sua forza, alla portata dell’emergenza che ci ritroviamo a dover affrontare, come ad esempio l’impiego del personale dell’Esercito. Sicuro della Sua attenzione, confido altresì nella Sua gentile disponibilità a voler dialogare e ragionare in questa direzione».