Botta e risposta tra Gesuè e Circelli, l’ex patron: «Quote ancora non pagate»

Nuovo presidente De Francesco. Dopo l’annuncio della società, la replica: «La proprietà ha forzato la mano, l’assemblea non è valida. Ci sono penali pesantissime»

REDAZIONE SPORT

La società del Campobasso non sembra trovare pace. Ieri pomeriggio il club di Corso Vittorio Emanuele ha inviato una nota alla stampa con l’annuncio della nomina del Consiglio di amministrazione e la revoca della carica di presidente a Nicola Circelli (l’articolo qui).
Ma in serata quest’ultimo ha tenuto a precisare alcuni aspetti molto importanti in una vicenda che potrebbe assumere contorni antipatici: «In questa storia viene fuori tutta l’incompetenza di chi sta gestendo la società perché la sera del 9 agosto ho ricevuto una e-mail riguardante la convocazione dell’assemblea per il giorno dopo e non è stata consegnata a mano il 1 agosto (né a me, né all’altro socio di minoranza Landolfi) come riporta il comunicato. Ieri, prima delle 16, ho inviato una pec nella quale diffidavo i soci allo svolgimento dell’assemblea stessa, che doveva essere convocata da me che sono il presidente. Ma loro sono andati avanti per la propria strada con prepotenza diffondendo un comunicato che non ha validità».

Cosa potrebbe succedere a questo punto? Circelli aggiunge che «se la proprietà vuole continuare con questo atteggiamento è giusto che i tifosi sappiano che stanno portando il Campobasso su una brutta strada perché esiste un contratto sottoscritto dal notaio in cui mi sono impegnato a cedere le quote che non mi sono state ancora pagate. E, inoltre, c’è una penale di diverse centinaia di migliaia di euro che può scattare proprio in casi come questo. Voglio anche chiedere scusa ai tifosi perché ho portato io queste persone qui: la gente oggi vede una bellissima copertina di un libro che però sfogliandolo sarà molto meno piacevole da leggere. La realtà è che in questa vicenda hanno voluto forzare la mano per farmi fuori. Una stupida furbata che non finirà chiaramente qui perché, ripeto, devono pagarmi ancora le quote e ci sono di mezzo delle penali importanti».

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