Bollette, ‘salasso’ per famiglie e imprese. “Rischiano di fermarsi interi comparti”

L’allarme lanciato da Massimiliano Scarabeo: “Il Governo deve aumentare le risorse nel Bilancio 2022 mettendole a disposizione delle aziende per far fronte a tali aumenti”

Soluzioni permanenti e non palliativi per le famiglie e le imprese. E’ quello che chiede Massimiliano Scarabeo che interviene sul rincaro delle bollette per l’energia.

“L’aumento del costo dell’energia con il conseguente rincaro delle bollette porterà nelle famiglie italiane un salasso non inferiore a 110 euro al mese in più.

E’ stato calcolato – afferma Scarabeo – che per una famiglia di 4 persone le forniture per gas, energia acqua e raccolta rifiuti costeranno tra i 1.300 euro l’anno e i 1. 500 euro da pagare in più rispetto al 2021.

Bisogna calcolare che su 100 euro di bolletta 35 vanno a coprire il costo delle materie prime e 65 gli oneri accessori e imposte. Basterebbe rivedere quest’ultimi per abbassare il costo totale.

Servono soluzioni permanenti e non palliativi come le rateizzazioni che non abbassano i costi ma li diluiscono nel tempo.

In uno studio della CGIA di Mestre si evidenzia che rispetto al 2019 le imprese italiane, a causa dell’aumento del prezzo delle tariffe elettriche, si troveranno con 36 miliardi di euro di extra costo.

Negli ultimi 3 anni, il costo della bolletta della luce in capo alle aziende raddoppiato e se si sommano gli incrementi per la fornitura di gas si percepisce che tali aumenti costringeranno molte attività a sospendere gli impianti di produzione.

Lo studio evidenzia come i settori maggiorente penalizzati saranno quelli ad alto consumo energetico: il comparto metallurgico, tutto il settore commerciale e della grande distribuzione, il terziario, quello alberghiero, ricettivo e della ristorazione. Fasce produttive già ampiamente penalizzate dal periodo pandemico.

E’ opportuno rivedere il costo e gli oneri inseriti in bolletta, utilizzare la forza contrattuale a livello europeo per calmierare i prezzi di fornitura e rivedere le politiche estrattive nazionali.

Il Governo, sordo di fronte a questo problema, deve aumentare le risorse nella legge di Bilancio 2022 mettendo a disposizione delle imprese le risorse per far fronte a tali aumenti.

Senza il suo intervento, interi settori produttivi dovranno fermarsi con ripercussioni per tutto il mondo imprenditoriale e per l’occupazione”.