Bocconi killer, ancora un cane avvelenato. I Carabinieri sulle tracce del colpevole

Un nuovo caso a Macchia d'Isernia. Rinvenute altre esche tossiche: nei mesi scorsi il sindaco chiuse il centro storico

Pma

MACCHIA D’ISERNIA

E’ di nuovo allarme esche avvelenate a Macchia d’Isernia. Sempre alta la guardia dei Carabinieri Forestali che ancora una volta sono dovuti intervenire nel centro alla porte del capoluogo pentro per la presenza di polpette contenenti sostanze nocive. Nella giornata di ieri, venerdì 8 febbraio, i Carabinieri della Stazione Forestale di Monteroduni sono intervenuti in una zona periferica del comune di Macchia d’Isernia perché allertati dai cittadini per la presenza dei bocconcini tossici. I militari hanno perlustrato tutta l’area, rinvenendo dei bocconi avvelenati costituiti da pezzi di carne fresca e un cane che manifestava i sintomi di avvelenamento. I militati dell’Arma si sono subito attivati per far intervenire sia personale del nucleo cinofilo antiveleno per bonificare la zona che quello veterinario del servizio Regionale. I Carabinieri Forestali hanno avviato le indagini al fine di risalire agli autori del folle gesto, molto probabilmente riconducibile al randagismo canino, ossia persone che decidono di farsi giustizia da sole, provando a far fuori i cani randagi presenti nella zona.
Non è il primo caso che avviene in paese. Lo scorso ottobre, infatti, il primo cittadino fu addirittura costretto a chiudere il centro storico in quanto pieno di esche velenose. Numerosi i casi che nei mesi scorsi hanno interessato la provincia di Isernia, al punto che i carabinieri indissero una conferenza stampa per annunciare che sarebbe stata istituita una vera e propria task force per arginare il fenomeno.

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