Boccardo (Uil): “Il Molise ultimo rispetto alla crescita dai livelli pre-crisi”

La CGIA di Mestre ha pubblicato venerdì uno studio avente oggetto la ripresa Italiana e le percentuali di crescita rispetto ai livelli pre-crisi delle varie regioni italiane.

Partendo dal dato complessivo nazionale, ha esordito Tecla Boccardo, tra tutti i 27 paesi UE monitorati, nessuno conseguirà una crescita più contenuta dell’Italia.

In questa classifica, infatti, il posto che la Grecia ha occupato per anni, l’ultimo, se lo prende il Belpaese con il suo Pil reale destinato ad aumentare soltanto dell’1,3 per cento. La CGIA, inoltre, rileva che il livello di crescita raggiunto nel 2017 dall’Italia è lo stesso di quello registrato nel 2003 e che per recuperare la situazione ante-crisi (2007) bisognerà attendere ancora un quinquennio.

Venendo ai livelli regionali e che c’interessano più da vicino, ha specificato la Segretaria,  Veneto, Emilia Romagna e Lombardia saranno le regioni che registreranno una crescita maggiore grazie all’export, al consolidamento dell’industria, al forte aumento degli investimenti produttivi e anche attraverso un forte impatto positivo offerto dal turismo e dai servizi. Il Molise, purtroppo, pare destinato ad essere il fanalino di coda con uno 0,7% di crescita rispetto all’anno passato. Insomma, un numero misero, forse generato da un trend nazionale positivo e non da questioni legate a fenomeni interni. La CGIA, poi, attraverso i dati della Commissione Europea, ha anche stilato una seconda classifica in cui si misurano le Regioni rispetto alla ripresa avuta in questi anni, comparandole ai livelli pre-crisi.

E proprio qui che il Molise viene buttato davvero sotto terra:ultimo con il 16,9% da recuperare per tornare ai livelli antecedenti alla crisi economica. Per offrire un raffronto, il Trentino Alto Adige segna sulla stessa classifica +5,6% (oltre 22 punti di differenza!), la Lombardia + 0,4% e la piccola Basilicata un -0,8. Un dato, questo lucano, che ci deve far riflettere su come una piccola regione del Sud sia riuscita a colmare dei divari economici in maniera costante in questi ultimi anni, vivendo le stesse condizioni di difficoltà strutturali con le quali abbiamo a che fare noi. Si tratta in ogni caso di previsioni, ha precisato Boccardo, e spesso questi numeri possono essere ribaltati, specialmente in territori come il nostro dove con pochi ma intelligenti investimenti i numeri possono cambiare.

Lo diciamo da mesi: non possiamo più essere sempre gli ultimi e parlare di 0,! Soprattutto adesso che disponiamo di strumenti economici e normativi potenzialmente impattanti sulla ripresa economica. Siamo i più lenti a crescere e i più distanti dai livelli economici antecedenti alla depressione finanziaria degli ultimi 10 anni; questo è un fatto. Ma i dati spesso cambiano e a noi non manca nulla per farlo accadere. Tutto è nelle mani nostre, in quelle della politica, delle parti economiche e sociali, dei molisani che devono essere protagonisti. Una cosa è certa: chi governa deve mettere in campo, tangibilmente, strumenti e iniziative affinché ognuno possa fare la propria parte e noi come parti sociali, dal canto nostro, siamo pronte a farla. Ascoltiamo in questi giorni a livello nazionale le più disparate e improbabili promesse elettorali che fanno immaginare un futuro migliore, a tratti surreale.

A livello locale, invece, siamo ancora in una fase di studio tra i protagonisti della politica, alle prese con assetti, coalizioni e equilibri, ma purtroppo ancora non sentiamo discutere di programmi, quelli che davvero ci intessano. E rimarchiamo anche un concetto da tenere in giusto conto: oggi siamo dinanzi a uno scenario che vede un mercato del lavoro profondamente modificato rispetto a 10 anni fa e che deve essere trasformato se si vuole riagganciare la ripresa economica, preferendo condizioni lavorative migliori e più stabili, disincentivando precariato e lavoro a basso costo. La UIL è qui e resta in attesa di ascoltare, al più presto, idee (percorribili) progetti (realizzabili) proposte ( condivisibili).