Black Friday: sconti per tutti tranne che per l’ambiente

I prezzi al ribasso nascondono un impatto sociale e ambientale da non sottovalutare, ma ne siamo tutti a conoscenza?

di Giusy Spadanuda

Negli ultimi anni è diventata consuetudine durante l’ultima settimana di novembre applicare scontistiche maggiorate sugli acquisti, in particolare su quelli online, e la corsa alle compere in vista anche del prossimo Natale si condenserà oggi nel giorno del Black Friday, 24 ore in cui è possibile acquistare articoli a prezzi scontati che faranno registrare picchi di shopping tra i più alti dell’anno. Ma con gli acquisti sfrenati aumentano anche i trasporti delle merci e con essi le emissioni inquinanti. Secondo la Federazione europea per i trasporti e l’ambiente per la prossima settimana a partire da domani si prevede un raddoppio rispetto alle emissioni medie prodotte dalla circolazione dei camion che forniscono i rivenditori, da 600mila a 1,2 milioni di tonnellate di CO2, l’equivalente di 3.500 voli andata e ritorno tra Parigi e New York. A questo aumento andrebbe poi aggiunta la quota delle emissioni relativa alla produzione dei prodotti in sconto che richiedono quantità di produzione maggiore per lo stesso periodo e per quello direttamente precedente, non tralasciando la parte finale del ciclo di distribuzione diretta ai singoli acquirenti.

E così a pochi giorni dalla conclusione della COP 27, la 27esima sessione della Conferenza per la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, il Black Friday innesca un meccanismo di acquisto non controllato e frenetico che non aiuta di certo il consumatore a responsabilizzarsi verso scelte più ecologiche. Non dimenticando che sempre di tradizione americana, per il prossimo lunedì si prevederanno ulteriori sconti relativi agli elettrodomestici e dispositivi elettronici, il cosidetto Cyber Monday, che solo in Italia nel 2019 ha fatto registrare 31,6 miliardi di euro circa mobilitati attraverso acquisti online. Nonostante gli sconti convenienti sembrerebbe che oltre all’ambiente anche il cliente finale ne benefici ben poco da questo evento. Il rischio di prezzi aumentati all’occorrenza o di altre pratiche commerciali discriminatorie è molto alto, non trascurando l’effetto psicologico sul consumatore che si sente quasi in concorrenza per l’acquisto di un articolo data la breve durata dello sconto. Ed è proprio su questo che il concetto di offerta momentanea gioca: una corsa al prodotto che, per il solo timore di non riuscire ad ottenere, viene acquistato nella maggior parte dei casi anche senza un reale senso di necessità e senza esaminare la convenienza dell’offerta, al punto tale che circa il 20-30% degli acquisti viene rimandato indietro, contribuendo così due volte alle emissioni inquinanti.

Ovviamente chi da questo incremento ne trae gli effetti maggiori sono le grandi catene di distribuzione e di rivendita online, a discapito soprattutto del lavoratore, perché oltre all’impatto ambiente le promozioni di questi giorni comportano un impatto sociale negativo da non sottovalutare. Milioni di persone in tutto il mondo impiegate nella logistica lamentano turni di lavoro massacranti per far arrivare in tempo il pacco a casa dell’acquirente che ha scelto l’opzione “spedizione veloce”. Non ultimo è il problema del packaging, perché gli acquisti dovranno pur essere spediti, e qui subentra la questione della plastica usa e getta, del riciclaggio, della scelta di materiali ecosostenibili, di imballaggi spesso troppo grandi e inutili. Fortunatamente sempre più produttori in Italia non stanno aderendo a queste campagne commerciali di svendita, e invogliano il consumatore ad acquistare consapevolmente, scegliendo oggetti a basso impatto ambientale che valorizzino altresì il prodotto stesso, mantenendo l’autenticità del servizio offerto. Molte aziende propongono nello stesso giorno alternative con iniziative per il Green o Blue Friday, ma il tempo che dovremo aspettare affinché la tradizione del “venerdì nero” venga scardinata dall’immaginario dello shopping collettivo sembra non essere così vicino. Se solo prima di fare “click” su acquista ci soffermassimo un attimo più a pensare, eviteremmo nella stessa azione un aumento di CO2, plastica prodotta, deforestazione e sfruttamento del lavoro, oltre che un risparmio nel portafoglio di certo.