Biglietteria chiusa, il caso arriva in Consiglio regionale

Nella prossima seduta sarà discussa una mozione per chiedere il ripristino del servizio alla stazione di Isernia

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ISERNIA

REDAZIONE

La chiusura della biglietteria della stazione di Isernia diventa un caso regionale. La questione, infatti, approderà nella seduta consiliare di Palazzo D’Aimmo che si terrà martedì prossimo. I consiglieri regionali del Partito Democratico, Vittorino Facciolla e Micaela Fanelli, infatti, hanno presentato una mozione per chiedere al governatore Toma e all’assessore regionale, Vincenzo Niro, di intervenire per ripristinare un servizio pubblico considerato di fondamentale importanza per tutto il territorio provinciale e di segnalare il caso alla magistratura.

In effetti l’argomento è tornato di attualità qualche giorno fa, quando circa 55 passeggeri, partiti da Campobasso e diretti a Roma, sono rimasti “bloccati” a Isernia per dei problemi lungo la rete ferroviaria. Il pullman sostitutivo di Trenitalia ha tardato ad arrivare e i pendolari, spaesati, per un paio d’ore hanno avuto un blackout nelle comunicazioni. Molti di questi, sconfortati, hanno optato per il “fai da te”, decidendo di raggiungere la Capitale con altri mezzi. Gli sfortunati passeggeri hanno posto l’attenzione proprio sull’assenza di informazioni da parte di Trenitalia. «Con la biglietteria chiusa, non sapevamo a chi rivolgerci», hanno dichiarato alcuni di loro.
La mozione degli esponenti regionali del Partito Democratico, dunque, mira contrastare un provvedimento che «si prefigura come sottrazione di un importante servizio pubblico». Da inizio anno, infatti, il punto vendite e informativo è chiuso ed è possibile acquistare i biglietti solo attraverso i distributori automatici. «Un altro duro colpo per i pendolari molisani, che nonostante la già problematica situazione nei trasporti, hanno visto ulteriormente peggiorare la situazione», spiegano Facciolla e Fanelli sostenendo che la biglietteria della stazione ferroviaria di Isernia non è indispensabile solo per la città ma per tutto il territorio provinciale.
Per di più, il provvedimento di Trenitalia non ha trovato il consenso dei sindacati di categoria che, nei mesi scorsi, si sono detti fortemente contrari a una scelta che colpirebbe indistintamente sia i pendolari ma anche i lavoratori del settore trasporti, già colpiti da una forte crisi occupazionale. Ma la chiusura della biglietteria ha provocato anche la levata di scudi dell’amministrazione comunale di centrodestra, a dimostrazione di come il dissenso sia bipartisan.

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