Autista Seac pedinato, licenziato e reintegrato dalla Corte d’Appello. I legali Iacovino e Fasciano puntualizzano

“Il dipendente della Seac, per il tramite degli avvocati difensori Vincenzo Iacovino e Claudio Fasciano, in riscontro a quanto precisato dalla società, osserva che la ‘verità dei fatti’ si evince chiaramente e inconfutabilmente dalla sentenza del giudice. Difatti la Corte d’Appello ha ritenuto illegittimo il disposto licenziamento nei confronti del sindacalista che, pur svolgendo attività sindacale da casa, non abbia partecipato alla riunione sindacale per la quale si stava preparando in quanto revisore dei conti.
Quindi, in ragione della sentenza della Corte d’Appello, in questo caso non vi è stata alcuna ‘attività truffaldina’ al punto che la Corte d’Appello ha censurato pesantemente la condotta della società che diversamente ha agito con eccesso di zelo e di difesa. Ed invero la Corte d’Appello ha ritenuto abnorme il licenziamento condannando la società Seac alla reintegra e al risarcimento del danno dalla data del licenziamento alla data della effettiva reintegra oltre alle spese legali. E’ evidente pertanto che la società ha violato la legge, ha violato il contratto e le regole basilari della buona fede e della correttezza sottese allo svolgimento del rapporto di lavoro. La Seac preannuncia ricorso in Cassazione. Se ne prende atto e si resisterà in giudizio per confermare la correttezza della sentenza e l’illegittimità del disposto recesso. A questo punto il lavoratore invita a dare seguito alla sentenza del giudice reintegrandolo nel precedente posto di lavoro e nelle precedenti mansioni”.