Assassinio Pecorelli, il Rotary Club dedica un incontro al giornalista di Sessano

A distanza di quarant'anni dall'omicidio la Procura della Repubblica riapre le indagini

CAMPOBASSO

È la sera del 20 marzo del 1979 quando Carmine Pecorelli, meglio conosciuto come Mino, giornalista del settimanale romano “Osservatore Politico” viene assassinato. Dopo essere uscito dalla redazione, si avvia verso la sua Citroën parcheggiata in via Orazio e, viene affiancato da due uomini i quali, attraverso il finestrino uccidono il giornalista, con quattro colpi calibro 7.65. A quaranta anni dalla scomparsa del giornalista di Sessano del Molise, vengono riaperte le indagini volute dalla sorella, la quale chiede chiarimenti sulla pistola sequestrata nel 1995. Sembra infatti, che la Beretta 756, fosse del componente di “Avanguardia Nazionale” Domenico Magnetta ed è a questo proposito che bisogna far luce sulla pistola, che è dunque la chiave di questo giallo ancora irrisolto. Ed è proprio del giornalista di Sessano del Molise che il Rotary Club ha organizzato oggi un incontro-dibattito a cui hanno preso parte il professor Giuseppe Pardini dell’Università del Molise, il professor Giuseppe Reale e l’avvocato Giovanni Cassano. Il professor Pardini ha tenuto un’introduzione sul significato e sul ruolo degli anni di piombo focalizzandosi sulle contraddizioni interpretative che spesso ne sono scaturite e che rendono tutt’oggi indecifrabili molti avvenimenti e tragedie della storia nazionale. In questo contesto assume un particolare rilievo la figura di Pecorelli, il cui omicidio rientra sostanzialmente in una lunga scia di sangue senz’altro riconducibile ad un’altra tragedia irrisolta che è il sequestro e l’assassinio del grande statista democristiano Aldo Moro. Molto spesso infatti, ha dichiarato Pardini, le risposte che sono pervenute in merito a quegli anni sono politiche, in larga parte giornalistiche e giudiziarie che non sempre corrispondono alla realtà storica; bisogna quindi superare queste interpretazioni per adottare quella storica che possa fornire la verità nei dettagli e chiarire i tanti interrogativi. L’avvocato distrettuale dello Stato di Campobasso, Giovanni Cassano, ha insistito molto sui dibattiti processuali relativi all’omicidio del molisano Pecorelli, che oggi lasciano presagire persino la possibilità della riapertura del caso. Secondo l’avvocato è importante conoscere la verità, e lo è soprattutto per i giovani i quali soltanto conoscendola possono essere liberi. Un discorso, quello di Cassano, rivolto soprattutto ai giovani ed ai giornalisti. Dunque un caso che il Rotary Club di Campobasso insieme al Centro Studi Molisano ha inteso portare all’attenzione dei cittadini campobassani perché, sebbene sia un caso del passato, è ancora oggi attualissimo.

Alessandra Potena

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