Assalto a FdI, l’ingresso di Iorio una mossa per spiazzare Toma

Nella politica gli scatti migliori sono quelli che non ti aspetti e Michele Iorio, che politico lo è da sempre, ha dato una lezione alla nuova generazione di consiglieri regionali, che politici, in troppi casi, non lo sono.

L’ufficializzazione del suo passaggio ufficiale in Fratelli d’Italia, voluto da Di Sandro e grazie anche all’appoggio di Fitto, rischia infatti di far saltare la strategia di Pallante e Toma che lavoravano all’ufficializzazione dell’entrata nel partito della Meloni dell’attuale presidente della Regione Molise dopo le votazioni per il rinnovo del Presidente del Consiglio regionale e il successivo aggiornamento della Giunta.

Un passaggio reso necessario dal crollo di Forza Italia che non assicurerebbe a Toma un posto utile alle prossime elezioni politiche, considerando la concorrenza dell’onorevole Tartaglione e dell’area politica che fa capo all’europarlamentare Patriciello. Annuncio in via di definizione e rimandato ad inizio anno nuovo per non penalizzare, con il peso che ha un Presidente nel manuale Cencelli, la nomina di Pallante a Presidente del Consiglio regionale o la sua conferma come Assessore, nel caso in cui si concretizzasse uno degli altri scenari che oggi si prospettano tra i corridoi di via IV Novembre. Voci che se da un lato vedono fattibile la riconferma di Micone, dall’altra non escludono una nomina a sorpresa per Armandino d’Egidio,  in contatto costante con i palazzi romani e vero vincitore della partita a scacchi di Bojano.

Sembrerebbe che D’Egidio, in caso di riconferma di Micone, potrebbe aspirare ad un posto in Giunta, in quota Lega, ma in caso di elezione di Pallante potrebbe ricoprire lo stesso ruolo o quello di Sottosegretario in quota Fratelli d’Italia. Infatti se è vero che tutte le strade portano a Roma, è altrettanto vero che D’Egidio, cresciuto politicamente alla scuola della Fusco Perrella, le conosce bene, soprattutto quelle che portano a via della Scrofa, sede del partito della Meloni.

Naturalmente gli scenari e le certezze risentiranno anche dei rapporti tra PD e M5S, alleanza che se definita anche a livello regionale, chiuderebbe le porte ad una nuova e anomala alleanza di centrosinistra, come avvenuto con Frattura nel 2013, e rischiano di essere stravolti da quella spada di Damocle che pende sulle vicende future della politica regionale: la pronuncia sul ricorso presentato dai consiglieri supplenti estromessi dal Consiglio regionale, tra cui troviamo Massimiliano Scarabeo, eletto in quota Forza Italia ma transitato nel partito della Meloni già nei suoi mesi da consigliere regionale e pronto a garantire, in caso di reintegra e insieme a Iorio, l’appoggio pieno alla nomina di Filoteo di Sandro come assessore esterno in quota FDI.

Un Michele Iorio che entrando ufficialmente in Fratelli d’Italia potrà indicare, insieme al suo ex assessore Di Sandro, il candidato sindaco di Isernia, considerando che nella tornata elettorale del 2019, Termoli è andata a Forza Italia e Campobasso alla Lega, tornando in tal modo in scena con un ruolo da protagonista, che sicuramente farà pesare.

Uno scenario politico in continuo aggiornamento e che ad oggi trova le sue uniche certezze nel fatto che Fratelli d’Italia, in Molise, ha ereditato le divisioni e le “guerre interne” che furono di Alleanza Nazionale, vive già da mesi con lo scontro tra Pallante e Di Sandro, e che la fiducia a Toma non verrà mai meno, nei momenti decisivi. redpol