Appello alla facoltà di Scienze Motorie

di Sergio Genovese

Quando a metà degli anni settanta divenni un orgoglioso studente dell’Isef di Napoli con tanto di divisa identificativa, tra i “marescialli” si animava la discussione per chiedere al governo la trasformazione degli Istituti Superiori in facoltà universitarie. Le assemblee si moltiplicarono soprattutto perché la controparte non sembrava avanzare  particolari  resistenze. Il provvedimento giunse molti anni dopo ma meglio tardi che mai. Chi veniva dalla pancia dello sport accolse la notizia con fanatico  entusiasmo  immaginando orizzonti sempre più spalancati per la vita dello sport scolastico ed extra scolastico. Purtroppo il vaticinio non si è avverato anzi dobbiamo onestamente riconoscere che quell’intellettualismo che veniva richiesto al mondo accademico per proiettare l’educatore fisico o una qualsiasi altra annessa figura professionale, in uno spazio più valorizzato e più definito, è venuto a mancare. I programmi di studio si sono allontanati da quelli che erano gli itinerari di apprendimento delle vecchie accademie, come spesso sono solito dire la tuta è stata sostituita tendenzialmente dal camice bianco. Quale è la iconografia che oggi si rifrange all’esterno? Quella più ricorrente rappresenta la figura di un professionista abilitato a dare forma alla fisicità degli  italiani che, anche con l’età sulle spalle, vogliono mettere in mostra i propri deltoidi trofici. Onestamente questo quadro rappresenta una vistosa diminutio  al ruolo che un educatore fisico ha nel suo potenziale professionale. Mi permetterei di suggerire ai responsabili di facoltà, senza grandi pretese, di tornare a mettere al centro del piano di studi, il ruolo pedagogico che può avere un laureato in Scienze Motorie. Gestire un gruppo di ragazzi con le conoscenze sulla scientificità delle tappe di apprendimento motorio  e con  le competenze pedagogiche impostate su una  corretta relazione educativa, è l’eldorado che valorizza, senza incertezze, la consistenza della laurea in Scienze Motorie. Altri tentennamenti daranno la stura a nani e ballerine con le calze sfilate a considerare di un girone inferiore, la laurea dello sportivo.  Di tanto in tanto mi imbatto in certi misirizzi, mi arrivano gli spifferi di un laureato in informatica che fa i comizi per prendere le distanze da chi al computers ha preferito le palestre e i campi di gara. Ragionamenti stolti definiti  eufemisticamente tali per lo stile dialettico che si vuole mantenere. Onestamente quando vedo in televisione qualche  super gonfiato che insegna alle mamme cosa fare per ritrovarsi i glutei  giovanili, scatta una ribellione interiore per il timore  che la gente possa pensare che un giovane iscritto alla Facoltà di Scienze del benessere abbia quell’esclusivo sbocco nel mercato del lavoro. Il Molise ha avuto insegnanti di Educazione Fisica apprezzati e persino venerati per quello che hanno rappresentato per migliaia di studenti. In loro memoria e in loro ricordo, ci vuole uno scatto di reni tornando indietro per poter andare avanti. . .