Antimo Martino: un molisano alla conquista del basket italiano

Nel massimo campionato di basket italiano c’è un giovane allenatore che sta facendo parlare di sé a suon di risultati e sta tenendo alto il vessillo del Molise: stiamo parlando di Antimo Martino, coach della Fortitudo Bologna protagonista di un grandissimo avvio di stagione da neo-promossa. Questa la sua carriera e le tappe che l’hanno portato a essere considerato come uno dei nomi emergenti dell’intero movimento.

Nato a Isernia nel 1978, Antimo Martino si afferma come guardia di buon livello in Molise, arrivando fino alla Serie B2. Accanto agli impegni sul parquet, però porta avanti gli studi Isef e inizia a coltivare la sua grande passione, quella di allenare. La prima chance di “assaggiare” la panchina ad alto livello gliela da la Virtus Roma che lo mette sotto contratto come vice nel 2005. Quella nella Capitale sarà un’esperienza fondamentale per la sua formazione. Nel 2014 è il momento di tentare l’avventura come capo tecnico. Ingaggiato dal Basket Ravenna in A2, in 4 stagioni porterà i romagnoli alle semifinali playoff del 2016/2017 e alla finale di Coppa Italia LNP del 2018.

Risultati incredibili per un esordiente che attirano le attenzioni di una delle nobili decadute del nostro basket: la Fortitudo Bologna. Nell’estate del 2018 arriva la firma per la società emiliana. Ed è subito trionfo: Martino trascinerà le Aquile al ritorno in Serie A con tre giornate d’anticipo, alla vittoria della Supercoppa LNP e si prenderà con merito il premio di Miglior Allenatore della A2.

E anche in questo 2019/2020, Martino ha iniziato da dove aveva terminato: vincendo. I bolognesi dopo sette partite, quattro delle quali vinte, stazionano al settimo posto della classifica di Serie A e sono una delle rivelazioni di questa prima parte di stagione. Attualmente in zona playoff, la Fortitudo si avvicina quindi ai difficili impegni con Cremona e Milano con l’obiettivo di mettere punti in cascina per la salvezza, vero obiettivo di inizio stagione.

Martino non è infatti uomo da facili proclami e continua a predicare calma tra i suoi giocatori e in un ambiente che dopo gli anni d’oro è tornato in questa stagione a respirare l’atmosfera del massimo livello del basket nazionale. “Solo l’idea di guidare la Fortitudo in Serie A mi emoziona – le parole del tecnico alla vigilia della stagione – Non vedo l’ora di cominciare. Sappiamo che ci attende una stagione difficile. L’obiettivo è tenere un profilo basso ma senza limitare le nostre ambizioni. La speranza è che, attraverso gioco, risultati e l’impegno che produrremo nelle partite, il nostro pubblico diventi orgoglioso di noi»

Calma e tranquillità che sono estremamente necessarie in questo momento, a maggior ragione dopo gli ultimi risultati, non del tutto positivi. Dopo aver iniziato il campionato con 3 vittorie nelle prime quattro uscite, la Fortitudo è infatti reduce da 2 sconfitte negli ultimi 3 incontri che hanno evidenziato alcune difficoltà sotto canestro, dove Sims deve ancora trovare la continuità, Leunen sta recuperando da un infortunio ed Ed Daniel non è al top della condizione, e una regia ancora poco “stabile” in cui i playmaker Fantinelli e Stipcevic stanno viaggiando a corrente alternata.

Il resto della squadra, però, sta dando le giuste garanzie. Kassius Robertson, all’esordio in Serie A ha già dimostrato di poter essere una delle guardie più pericolose del campionato e in 7 partite viaggia a oltre 15 punti di media con un ottimo 51.7% da due e il 46.5% da tre. Insieme a lui sta brillando la stella del veterano Pietro Aradori. Smaltita la delusione per l’esclusione dal mondiale cinese, l’azzurro sta segnando con continuità (14.9 a partita) e sta dimostrando le consuete doti da leader. Ma il vero uomo in più di questo inizio di stagione è il veterano e capitano Stefano Mancinelli. Al ritorno in A, l’ex ala della Nazionale sfiora gli otto punti a uscita e nei venti minuti di media passati in campo sta facendo valere la sua grandissima esperienza ad alto livello.

Per il definitivo salto di qualità serve un passo avanti nella chimica di squadra e più concentrazione negli ultimi quarti. Ma Antimo è già a lavoro.

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