Anno Giudiziario, il Procuratore Pinelli: Molise fortemente esposto ad appetiti di cellule mafiose

Cerimonia di inaugurazione (in basso la GALLERIA FOTOGRAFICA), questa mattina, sabato 22 gennaio 2020, dell’anno giudiziario (distretto del Molise) presso la Corte d’Appello del Palazzo di Giustizia del capoluogo.

Di seguito alcuni passaggi dell’intervento del Procuratore Generale, dott. Mario Pinelli.

«Continua ad emergere in modo diffuso – si legge nell’intervento del Procuratore Pinelli –  la viva preoccupazione di come il Molise risulti fortemente esposto agli appetiti di cellule mafiose le quali, seppur storicamente non radicate su questo territorio, finiscono con l’addentrarvisi anche per effetto della contiguità geografica.

Di tali infiltrazioni si stimano indicativi una serie di “reati-spia” spazianti dallo spaccio di stupefacenti, anche provenienti dalle coste albanesi; al transito, praticamente obbligato, che dalla Puglia la droga compie sul territorio molisano per poi essere canalizzata su altre regioni a nord; al deposito di armi da parte di clan pugliesi per i quali il territorio molisano rappresenta una valida opzione, anche perché piuttosto defilato; allo stoccaggio di rifiuti su un territorio in gran parte ancora incontaminato; al riciclaggio; alla consumazione di estorsioni, spesso indotte dal convincimento della malavita organizzata di poter impattare su destinatari non ancora mai attinti da richieste di “pizzo” e magari anche destinatari di sussidi economici, in questo momento, come ben noto, pure in arrivo per il settore imprenditoriale.

A ciò, infine, si aggiunge il pericolo indotto, sempre in tema di pericolo di infiltrazioni, dal non infrequente stazionamento sul territorio molisano di numerosi ex collaboratori di giustizia che, come pure sottolineato nelle relazioni dei Procuratori della Repubblica e dalle Forze dell’ordine, parrebbero in molti casi non aver definitivamente reciso il collegamento con le cellule criminali di provenienza.

I procuratori di Campobasso e Isernia – si legge ancora nell’intervento – riferiscono poi di un registrato aumento dei delitti correlati all’indebito percepimento di finanziamenti pubblici da individuarsi, in molti casi, nel c.d.”reddito di cittadinanza“.

Tornando al quadro concernente l’andamento della criminalità sul territorio molisano, si constata la crescita, in linea, del resto, con il trend nazionale, dei reati commessi mediante modalità informatiche.

II circondario di Campobasso, in particolare, evidenzia una forte lievitazione, di circa un terzo, delle frodi ex art. 640 ter c.p. portate a termine utilizzando la “rete”, essendo queste passate da n. 689 a n. 989. E’ pur vero che tale allarmante dato potrebbe essere anche interpretato come uno degli effetti del COVID per quel che concerne restrizioni alla circolazione e al contatto fisico interpersonale, ma vi che tale massiccia e crescente utilizzazione dello schermo informatico per scopi delinquenziali abbia comunque sortito quale conseguenza negativa quella di aver reso sempre pie ardua l’individuazione degli autori dei reati.

Diminuisce nel Distretto il numero delle morti o lesioni conseguenti ad infortuni sul lavoro.

Ma anche questo dato pare autorizzare una chiave di lettura non tanto correlabile ad un quanto mai auspicato adeguamento alla normativa antinfortunistica da parte dei datori di lavoro, quanto invece, probabilmente, ad una momentanea stagnazione dell’attività imprenditoriale su cui ha giocato un ruolo non di poco conto la pandemia.

La situazione degli organici dei magistrati e del personale amministrativo

In relazione alla Procura di Larino non può che tornarsi a ribadire – si legge ancora nell’intervento – l’assoluta inadeguatezza dell’esiguo numero di due sostituti attualmente previsti. Sul punto, d’altro canto, si e già evidenziato in occasione delle precedenti inaugurazioni dell’anno giudiziario, come la posizione geografica di quell’Ufficio inquirente, collocato in zona di passaggio obbligato tra la Puglia e le regioni a nord, sia tale da indurre a sconfinamenti della criminalità organizzata quasi fisiologici e che meriterebbero perciò un adeguato controllo non solo da parte della DDA, che già bene opera, quanto altresì, anche da parte della Procura del Circondario, soprattutto in riferimento ad un’ampia gamma di cc.dd. “reati- spia” spazianti dalle estorsioni, alle usure ed ai reati ambientali, e per i quali l’attività repressiva andrebbe auspicabilmente svolta in modo tempestivo da parte di un ufficio inquirente ben adeguato.

Preoccupazione continua a destare la carenza del personale amministrativo in tutti gli uffici requirenti molisani. La situazione di grave difficolta, cui si continua a far fronte solo grazie all’encomiabile spirito di sacrificio mostrato dai dipendenti in servizio, non pare ulteriormente sostenibile e gravi si prospettano le ricadute sull’utenza…».