Andrea Ortis con la sua Commedia restituisce Dante al pubblico e al teatro

di Vittoria Todisco

Dopo quest’anno in cui si vanno celebrando i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri del sommo Vate certamente conosceremo qualcosa di più e soprattutto qualcosa di diverso dallo stereotipo di uomo dall’aspetto sgradevolmente severo attraverso il quale ci è stato tramandato. Sapremo di più di un Genio, un giovane poco più che trentenne coetaneo di quelli che tempo fa un ministro ebbe a definire  bamboccioni  capace  di unificare l’Italia attraverso una sola lingua, e illustre per aver composto insieme ad altre opere un poema che al di la della bellezza e dell’immaginifico di cui si compone è prezioso e utile nell’indicare l’amore quale unica via per raggiungere la vera felicità. Prima di lui solo Gesù Cristo in così poco tempo aveva fatto altrettanto e di più.  Dopo questa straordinaria fioritura di celebrazioni – e qualche inopportuna  speculazione – forse in molti di noi si accenderà la curiosità di tornare a leggerlo per ritrovare in quei versi che ancora ricordiamo nell’ evanescenza delle reminiscenze scolastiche, una bellezza che non avevamo colto, una modernità che ci è rimasta ignota.

I programmi scolastici hanno fatto del loro meglio per farci conoscere Dante, ce lo hanno fatto studiare ma gli insegnanti, spesso, non sono riusciti a farcelo amare. Né le barbose conferenze tenute in saloni bui – seppure carichi di storie – hanno compiuto il miracolo di rendere accessibile e non irraggiungibile il pensiero di Dante coniugandolo alle aspirazioni, ai bisogni di bellezza della gente comune. Compito che solo qualche bravissimo attore è riuscito ad assolvere oltretutto  liberando le cantiche da una recitazione altisonante e restituendole splendide e ricche della loro purezza.

Prodigio di una rara quanto irripetibile comunione tra attori e pubblico che si è verificato in una di queste sere d’estate così arroventata dal fiato di Lucifero in cui una provvidenziale tonificante pioggia ha reso necessario riparare in una chiesa,  quella del Convento San Pier Celestino di Ripalimosani, dove nell’ambito del Simposio Ripa , Andrea Ortis ha presentato “D come Dante” Lezione spettacolo sulle tre cantiche della Divina Commedia avendo al suo fianco  alcuni interpreti del cast originale dell’ Opera Musical.

Di Andrea Ortis ci ritroviamo a parlare spesso considerandolo  un conterraneo  più che un girovago della recitazione; uno che questo territorio, il Molise, ha imparato a conoscerlo bene al punto che è come se, nel bene e nel male, esso gli appartenesse. Difatti ha fatto proprio  ciò che di positivo questa regione esprime, la cultura: quella eroica dell’Illuminismo, quella leggendaria e popolare, e i giovani. Sì proprio i giovani che sognano di poter cambiare il corso di una storia che ci vuole atavicamente soccombenti e per questo destinati a scomparire. Giovani, ciascuno con la propria valigia carica di sogni da realizzare e capacità artistiche e professionali da mettere a frutto che in Andrea Ortis vedono non solo il Maestro quanto il pungolo, oltre che il portatore di idee e iniziative in grado di spingerli a perseverare. Giovani come ce ne sono in ogni angolo di questa regione, giovani che si danno da fare attraverso iniziative  di carattere sociale e culturale come si adopera il Simposio di Ripalimosani l’associazione culturale che vede in Gianni Manusacchio e Katia Mitri  una coppia infaticabile nel promuovere, iniziative, incontri e confronti  utili a movimentare conoscenze, promuovendo occasioni di crescita personale oltre che collettiva.  

L’Alighieri che Ortis ha restituito al pubblico in due splendide serate: la prima, quella del 20 agosto organizzata dal Simposio Ripa e, quella successiva a cura dell’Amministrazione comunale di Campobasso presso il Parco “De Filippo” di San Giovanni, spettacolo intitolato : “Dante in musica” la prima, dicevamo, senz’altro da definire “lectio magistralis” se il termine non facesse sussultare Andrea Ortis – caso mai gli capitasse di leggere questo articolo – poiché rimanda l’idea di quei saloni polverosi teatro di conferenze paludose e buie che è meglio non ricordare. No! Lo spessore culturale c‘era tutto poiché Ortis possiede un inestimabile patrimonio di conoscenze che dispensa con generosità a coloro che vanno ad ascoltarlo oltre che a teatro nei vari workshop e masterclass di recitazione che tiene in ogni dove. La distanza fisica – rigorosamente  minima per rispettare le norme anti Covid – tra pubblico ed attori ha reso l’incontro intimo, familiare. Così che le emozioni vere, sentite, sgorganti dai personaggi: Francesca, Beatrice, Pia dei Tolomei; l’incontro stupito e gioioso di Dante con i suoi amici nel Purgatorio, gli interpreti, lo spettatore, hanno fatto da amalgama tra la musica, il canto, la recitazione e l’illustrazione quasi visiva di ogni allegoria dell’Opera resa da Ortis attualizzata, senza essere banalizzata. Atmosfera rarefatta dunque, dove finanche Madonne e Santi raffigurati nelle opere pittoriche di  Scipione Cecere  che la chiesa custodisce dal ‘500 parevano stupiti da tanta inaspettata armonia in questo luogo  che pare abbia ospitato Celestino V: proprio il Papa “del gran rifiuto”.

Stessa magia la sera successiva al Parco di San Giovanni dove il pubblico ha ritrovato, riappropriandosene, i versi di Dante messi in musica sulle note create da Monsignor Marco Frisina che ha costruito l’opera in cui gli echi del Gregoriano si fondono con quelli della tradizione musicale italiana.  Un pubblico attento, rapito dalla sorpresa di ritrovare nell’opera dantesca personaggi nel frattempo dimenticati se non del tutto sconosciuti.  Appagato seppure lo spettacolo non prevedeva l’uso dei costumi, le coreografie e le acrobazie sceniche di cui si avvale. Rapito dalle voci da quelle angeliche di Maricarmen  Iafigliola attrice molisana nata proprio a Campobasso,di  Myriam Somma, Noemi Smorra, oltre che di Antonello Angiolillo che interpreta il ruolo di Dante dello stesso Ortis che è Virgilio, di Antonio Sorrentino e Antonio Melissa e nel frattempo formula voti per poter vedere al più presto lo spettacolo completo .