Amiamoci online: e se va male? Estranei come prima

Cdp Service

di Iacovino Elena

“Un italiano su quattro di età compresa tra i 25 e i 65 anni ha intrapreso una relazione sentimentale grazie ad un sito di incontri”.

Questo è quanto riporta l’enciclopedia Treccani in seguito ad un sondaggio per conto di Meetic, uno dei più famosi siti per la conoscenza online. Una cifra destinata solo ad aumentare in modo esponenziale dato l’avvento dell’amore in rete nel nostro secolo. Sempre più sono le persone che preferiscono iniziare una relazione dietro una tastiera e un’immagine profilo scelta in modo da evidenziare ogni pregio del proprio corpo. Un modo economico e sicuramente più confortevole per prendere “contatto” con un’altra persona. Niente cene, rose, difetti e imbarazzo sostituiti però da quel velo di mistero che esalta, almeno inizialmente, la conoscenza. Le poche informazioni che si hanno sull’altra persona, attraverso il profilo, sono rese compatibili alle proprie attraverso un algoritmo: se un tempo era cupido che con arco e frecce si districava tra pene d’amore, ora è sufficiente una formula per calcolare l’affinità tra due persone. Gli incontri al buio sono diventati ormai prassi comune, ma attenzione a non far diventare il buio una benda permanente davanti agli occhi. Non è consigliato fidarsi di chiunque, come ad esempio profili sconosciuti privi di informazioni chiare. Il corteggiamento “online” è però solo un completamento del corteggiamento “offline”. Equilibrare la modernità con la tradizionalità è probabilmente il risultato migliore per il seduttore perfetto. Non tutti però hanno lo stesso parere riguardo l’innovazione nell’amore. Massimo Recalcati nel suo libro “Non è più come prima” descrive proprio come il progresso potrebbe sfociare solo in una sessualità, privando la persona di sofferenza, ma anche della vera essenza dell’amore. È opportuno quindi che ogni persona sappia distinguere prima di un algoritmo ciò che realmente cerca dalla propria vita, riuscendo così a muoversi liberamente e con responsabilità tra realtà e finzione.

 

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