Allunaggio: perché non siamo ancora tornati sulla Luna?

Pma

di Nanni Francesca

Poco più di 46 anni dopo la missione Apollo 17, durante la quale, nel dicembre del 1972, l’astronauta statunitense Eugene Cernan ha camminato sul suolo lunare, nessuna navicella ha più portato l’uomo sulla Luna. Ciò ha determinato la nascita di numerose teorie complottistiche che mettono in dubbio la veridicità delle missioni Apollo del 1969 e, appunto, del 1972; effettivamente, la domanda sorge spontanea: considerando i passi da gigante fatti in ambito tecnologico, com’è possibile che non siamo ancora riusciti a replicare una missione compiuta ben due volte più di 40 anni fa?
I tentativi non sono certamente mancati: nel 2007, Google ha indetto un concorso, offrendo un premio di 20 milioni di dollari al team privato – e quindi non finanziato da un’organizzazione governativa – che fosse riuscito a far giungere un veicolo sulla superficie lunare, a farlo spostare su di essa per almeno 500 metri, e a mandare foto e video in alta qualità alla Terra. Da allora, fino al momento in cui il concorso è stato ritirato, il 31 marzo 2018, solo tre veicoli – finanziati da organizzazioni governative – sono riusciti ad atterrare con successo sulla Luna, e di essi solo uno – Chang’e 3, lanciato dal governo cinese nel 2013 – è riuscito a spostarsi sulla superficie lunare.
La causa di queste difficoltà è facilmente riconducibile a un unico problema: quello di tipo economico. Quando la NASA ha portato a termine la missione Apollo 11 nel 1969, si trovava nel pieno della Guerra Fredda: gli americani dovevano giungere sulla Luna prima dei rivali russi. Ciò implica che hanno dovuto intraprendere il percorso più breve, e non quello più pratico: oggi, questo percorso è però impraticabile. A causa della fretta nel compiere la missione nel 1969, la NASA non è riuscita a costruire una base solida per garantire il successo di viaggi futuri. Ciò significa che per intraprendere nuovamente questo viaggio oggi, dobbiamo ricominciare da zero. Ma non abbiamo i fondi per farlo.
Al momento, il razzo più promettente per futuri viaggi verso il nostro satellite è il Falcon Heavy della SpaceX, il cui costo si aggira attorno ai 90 milioni di dollari. Tuttavia, esso non raggiunge comunque la potenza del Saturn V utilizzato durante le missioni Apollo, che oggi costerebbe circa 1.16 miliardi di dollari. Anche la NASA sta lavorando ad un nuovo razzo, che secondo le previsioni supererà la potenza del Saturn V, ma proprio per ragioni economiche – il costo sarà dell’ordine di grandezza dei miliardi – il suo completamento sarà raggiunto tra diversi anni. Allo stesso modo, sono numerosi gli ulteriori attuali tentativi di costruire un razzo che possa riportare l’uomo sulla superficie lunare; ma senza un motivo che oltrepassi la semplice libido sciendi è difficile convincere i governi a stanziare i fondi necessari per portare la missione a compimento.

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