Al freddo e al verde?

di Marianna Meffe

Il Consiglio dei ministri ha approvato nella scorsa settimana un decreto-legge (Decreto energia) per diminuire le bollette di luce e gas per i prossimi tre mesi: una misura-tampone che vuole andare incontro alle fasce più esposte della popolazione che potrebbero essere travolte dal rincaro del 30%-40% delle bollette luce e gas previsto per questo inverno. Questo in attesa di, si legge, “un’azione più strutturale, anche a livello europeo, per diversificare le fonti di energia e rafforzare il potere contrattuale dei Paesi acquirenti

Il decreto prevede l’abbassamento dell’IVA al 5% per tutti gli utenti (prima era al 10%-22%) e l’azzeramento degli oneri di sistema per i piccoli consumatori e le PMI, oltre al blocco di qualsiasi incremento in bolletta per le famiglie che usufruiscono del Bonus sociale (elettrico o gas).

L’urgenza di tale misura è giustificata dal fatto che l’aumento del costo dell’energia, fenomeno trasversale a tutta la scena europea, è particolarmente sentito in Italia.

Le cause sono molteplici: abbiamo le minori scorte di gas stoccate questa estate che hanno causato un aumento dei costi di produzione, a fronte di una maggiore richiesta di energia (con estati sempre più calde si impennano i costi per il funzionamento dei condizionatori).

A livello globale, è già molto sentito l’aumento dei prezzi per le Emissioni di CO2 (50 euro a tonnellata): più CO2 emetti mentre produci energia, più paghi.

Inoltre, non va dimenticato che ci troviamo ancora ad affrontare le conseguenze della pandemia, per cui ripresa significa maggiori investimenti (che vanno ad abbattersi sul costo finale).

Tuttavia, benché la notizia dell’aumento delle bollette abbia suscitato abbastanza scandalo, i più lungimiranti osservatori della scena avevano avvertito di questa possibilità già da febbraio 2021, quando nacque il MiTe (Ministero per la transizione ecologica).

Infatti, in virtù della necessaria e radicale trasformazione del modo in cui ci si approvvigionerà, si distribuirà e si consumerà l’energia in futuro, nell’ottica di quella auspicabile transizione verso energia sempre più pulita, i cambiamenti saranno molti. Sarà necessario reinventare e convertire un intero settore produttivo, oppure trovare soluzioni intelligenti e alternative il prima possibile.

Ai rischi posti da questo complesso scenario si sono aggiunti quelli legati alla pandemia, che fa registrare un peggioramento generalizzato delle condizioni economiche delle fasce vulnerabili della popolazione con un preoccupante incremento negli indicatori di povertà.

Sono sempre più sentite come necessarie, quindi, delle misure di gestione della Transizione, per renderla sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico e sociale.