Agnone blindata. Scoppia un cluster nella città altomolisana

Ieri, allo Chalet, come promesso dal sindaco è ripartita la campagna di prevenzione dell’Asrem e sono stati effettuati tamponi a più di sessanta persone, oggi la risposta è stata decisamente drammatica. Ben 23 positivi, un numero che ufficialmente fa ”partire” il Cluster di Agnone. Ma Daniele Saia qualcosa doveva averla sospettata perchè aveva disposto la chiusura di tutte le scuole, dei parchi, delle piazze e dei giardini. Insomma, Agnone città blindata. Il sindaco sospetta che dietro l’incremento dei contagi possano esserci incontri più o meno clandestini di giovani e pure di gente più avanti con gli anni, riunitisi per festeggiare il Carnevale. Persone che dovrebbero essere di esempio, ma che pare si siano abbandonate a cene e festeggiamenti. Tutti motivi di incontro, soprattutto cene e feste private, che avrebbero portato ad abbassare i livelli di sicurezza e soprattutto ad annullare la distanza interpersonale, di­ventando così occasione di con­tagio. Per questo motivo il sindaco ha in­vitato, ancora una volta, «allo scrupoloso rispetto delle nor­me anti contagio»: distanziamento interpersonale, «evita­re assolutamente assembramenti», sanificazione frequente delle mani e utilizzo della mascherina. L’aumento sensi­bile di casi in città è stato un argomento trattato anche nell’ultima seduta del Consiglio comunale, con scambi di accuse su feste private, a cui avrebbero partecipato membri dell’assise civica. Un argomento che ha scatenato la bagarre in aula, costringendo Saia a sospendere la seduta. L’opposi­zione, per bocca del capo­ gruppo Vincenzo Scarano, ha chiesto maggiori controlli e anche un’azione repressiva e sanzionatoria da parte del Comune con la Polizia municipale. Gli agenti dovrebbero dare una mano alle Forze dell’ordine in termini di con­trollo del territorio. Ma il sindaco Saia, al momento, all’azione sanzionatoria e repressiva, continua a preferire ­l’appello al senso di responsabilità collettivo.