Aggredito a colpi di taser, arrestato 51enne per tentato omicidio

L'uomo rinchiuso in carcere nel trevigiano. Indagini lampo dei carabinieri

REDAZIONE TERMOLI

L’accusa nei suoi confronti, pesantissima, è quella di tentato omicidio. E’ rinchiuso in carcere nel trevigiano, F.A. 51 anni. L’uomo è accusato di essere l’aggressore di Achille Salerno, il 51enne termolese che è stato aggredito lo scorso 12 aprile nei pressi del casello autostradale di Lanciano a colpi di taser. I dettagli dell’operazione che hanno condotto all’arresto del 51enne sono stati resi noti questa mattina nel corso della conferenza stampa dei carabinieri di Ortona, Fossacesia e Lanciano che hanno portato avanti le indagini sfociate nell’arresto dell’uomo. Stando ai riscontri investigativi i due si sarebbero incontrati presso il casello di Lanciano come già accaduto altre volte in passato per discutere con il socio in affari verso il quale pare avesse alcuni debiti. Un incontro come tanti per risolvere la situazione e trovare una “quadra”. Durante l’incontro il 51enne avrebbe invitato l’altro a prendere un cartone di vino che aveva nel retro del furgoncino e proprio in quel momento l’uomo si sarebbe avvicinato al termolese colpendolo di spalle, aggredendolo con il taser e legandolo con delle fascette stringicavo da elettricista. Durante l’aggressione l’uomo avrebbe anche tentato di spingere all’interno del furgone il termolese che da tempo vive a Vasto senza però riuscirvi a causa della stazza molto robusta dell’uomo e della sua reazione all’aggressione. Sarebbe stato l’intervento di alcune persone che si trovavano nei paraggi a costringere F.A a fermarsi e a darsi alla fuga a bordo del mezzo imboccando l’autostrada. Immediate sono scattate le indagini da parte dei carabinieri di Fossacesia, del Nucleo Operativo di Ortona e del Nucleo Investigativo di Chieti che hanno consentito di raccogliere degli elementi probatori a carico dell’uomo che subito è stato rintracciato diretto verso nord. L’uomo è stato rintracciato presso la sua abitazione nella provincia di Treviso e nel corso della perquisizione è stato sequestrato anche il Doblò utilizzato per l’agguato e i vestiti intrisi di sangue che l’uomo indossava al momento del fatto. Le attività di indagine effettuate in sinergia dai vari reparti hanno consentito di fornire un quadro probatorio tale che il procuratore Di Serio e il sostituto Carusi hanno potuto richiedere al Gip la misura cautelare per tentato omicidio. L’uomo è stato quindi arrestato dai carabinieri di Chieti, Ortona e la stazione di Pieve di Soligo di Treviso e rinchiuso nel carcere trevigiano a disposizione dell’autorità giudiziaria.

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