Addio a Carlo Ferrante, pioniere e irriducibile alfiere delle radio locali

di Antonio Campa

CAMPOBASSO. L’uomo della radio se n’è andato come è vissuto, in modo sommesso, nel silenzio nutrito dalla passione per trasmettere con la voce un’emozione o un’informazione. Sempre col basso profilo lui, il re delle radio libere, anima di Radio Luna, che ha chiuso la sua carriera a Radio Orizzonte dove gestiva l’informazione.
Il suo cuore da molti anni non era quello dei tempi giovanili, dei gruppi musicali che animava, dai Sovrani ai Devils. La musica è la passione per la radio lo hanno accompagnato nella vita. Per quanto fosse un leader, non lo ha fatto mai pesare né la sua bella presenza e la voce calda lo hanno indirizzato verso la TV, metà ambita di tanti. Parlare di un amico è sempre difficile, soprattutto quando sei quello che lo ha accompagnato nell’ultimo viaggio della speranza. Niente da fare, Carlo se n’è andato a microfono spento. Un filo di voce e l’ultimo fragile sussulto di vita lo hanno sostenuto fino alla fine. Margherita e Manuel lo piangeranno tanto e a lungo. Noi che siamo cresciuti con lui, con la sua gentilezza d’animo gli mandiamo commossi un mesto saluto on air. La Radio va, continuiamo ad ascoltarla come avrebbe voluto Carlo, indimenticabile motore di quella magia che con la voce modulata nel microfono, racconta ed emoziona, immmalinconisce e fa sorridere, come spesso fa la vita con tanti ma non con tutti. Gli slanci entusiastici di Carlo Ferrante avrebbero meritato molto di più b delle radio locali. Lui però era un campuasciano serio, galante e ricco di sogni e fantasie. Lo ricorderemo anche per questo.