ACQUA: risorsa a rischio

di Maura de Santis

”L’acqua, come il denaro, è nelle mani di pochi”?

Esattamente! L’acqua è definita bene prezioso in quanto elemento base della nostra esistenza e, al giorno d’oggi, costosa per chi non la possiede. I dati sull’accesso ai servizi idrici e sanitari, infatti, mostrano un’enorme disparità tra la parte ricca del mondo e quella povera. Dunque, oggigiorno una delle più serie problematiche è proprio l’insufficienza di acqua.

Sulla Terra sono presenti all’incirca 1.390 milioni di chilometri cubici di acqua; circa il 97.5% di questa, però, risulta acqua salata, di conseguenza non potabile. Per questo, soltanto il 2.5% del dato complessivo è acqua ‘’teoricamente’’ potabile.

Ma non finisce qui! Di questa quantità, già abbastanza ristretta, circa il 10% è presente sotto forma di ghiaccio sulle calotte polari. Arriviamo quindi ad appena 93.000 chilometri cubici, pari a circa lo 0.25% del totale. Come si sul dire… UNA GOCCIA NELL’OCEANO!

Ma questa ”goccia” realmente nelle mani di chi è?

Ovviamente il paese più ricco possiede più acqua; infatti, un cittadino degli USA consuma 1.280 metri cubi di acqua all’anno, un europeo circa 700 metri cubi, un africano appena 185 metri cubi.

Ovviamente, con il crescere della popolazione i consumi globali aumentano sempre di più, ma l’acqua a disposizione è sempre di meno. Nel XX secolo, infatti, il consumo d’acqua potabile mondiale è cresciuto vertiginosamente da 300 chilometri cubici a 2.100 chilometri cubici.

La gestione scorretta di risorse come l’acqua crea disuguaglianze e soprusi: secondo l’annuale report dell’UNESCO sullo stato del diritto all’acqua, intitolato quest’anno ‘’Leaving No One Behind’’, le persone in estrema povertà, quelle residenti in Paesi in via di sviluppo, le donne, i bambini, le opolazioni indigene, le minoranze etniche e i migranti sono le categorie con i più bassi indici di accesso all’acqua potabile e a servizi sanitari sicuri.

L’acqua presente sulla Terra non può finire, ma l’acqua potabile, in un prossimo futuro, potrebbe risultare insufficiente!

Il 70% dell’acqua dolce è infatti impiegato per l’agricoltura e si calcola che il consumo di H2O sia destinato ad aumentare del 55% tra il 2000 e il 2050, per far fronte ai bisogni di una popolazione che in quel decennio dovrebbe raggiungere i 10 miliardi di abitanti. Ma non finisce qui: anche l’acqua impiegata per il raffreddamento delle centrali elettriche (e non solo) crescerà del 20% entro il 2035.

E in Italia? Come è gestita la situazione nella nostra nazione?

Fortunatamente il nostro Paese risulta uno tra i più ricchi d’acqua, almeno potenzialmente. Ogni risorsa però equivale ad uno spreco: l’Italia infatti si trova al terzo posto su scala mondiale per consumo d’acqua e in prima posizione tra i paesi europei.  Il consumo italiano medio è stimato tra i 150 e i 350 litri d’acqua pro capite al giorno.

Da dove proviene l’acqua che possediamo?

Ogni anno, mediante le precipitazioni piovose l’acqua in Italia ammonta in volume a circa 300 miliardi di metri cubi (tra i più elevati in Europa). Tuttavia, la disponibilità effettiva di risorse idriche, cioè quelle effettivamente utilizzabili, è soltanto 58 miliardi di metri cubi. Di questi, quasi tre quarti provengono da sorgenti superficiali, fiumi e laghi, mentre il 28% da risorse sotterranee (ad esempio falde non profonde). Per quanto riguarda le sorgenti superficiali utilizzabili, più della metà si trovano nell’Italia settentrionale, il 19% al centro, il 21% al sud e il 7% nelle isole maggiori.