Accompagna una 22enne bulgara in strada per farla prostituire, arrestato 54enne

E’ stato tratto in arresto in flagranza di reato a Campomarino

I Carabinieri del N.O.R. Sezione Operativa della Compagnia di Termoli, all’esito di un’attività d’indagine d’iniziativa conclusasi con riscontri effettuati nel corso di mirati servizi di prevenzione e repressione dello sfruttamento e del favoreggiamento della prostituzione a Campomarino, hanno tratto in arresto in flagranza di reato un disoccupato 54enne originario del Comune di Montecilfone (CB), già noto alle forze dell’ordine poiché titolare di precedenti di polizia.
Nel corso delle investigazioni i Carabinieri, anche attraverso mirati servizi di osservazione, controllo e pedinamento, hanno accertato che l’uomo, in orario mattutino ed utilizzando la propria autovettura, aveva accompagnato nel Comune di Campomarino (CB) una 22enne di origine bulgara residente in provincia di Foggia, lasciandola lungo la Strada Statale 16 affinché si prostituisse.
Nell’ambito del predetto contesto operativo, svolto impiegando anche militari in abiti borghesi, i Carabinieri hanno fermato ed arrestato l’uomo quando nel pomeriggio tornava a riprendere la ragazza facendola salire sul proprio veicolo per riaccompagnarla a casa, dopo che la stessa aveva fornito prestazioni sessuali a diversi clienti.
La predetta operazione è stata svolta, tra l’altro, al fine di acclarare ulteriormente circostanze e fatti che il 20 di questo mese avevano portato al deferimento dello stesso 54enne alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Larino (CB) per la medesima fattispecie di reato. In quell’occasione, le indagini avevano consentito di appurare altresì che l’uomo aveva tenuto reiterate analoghe condotte delittuose tra il 6 giugno ed il 30 ottobre di quest’anno, sempre in danno della giovane bulgara.
Stavolta invece l’uomo, appurate le sue oggettive responsabilità penali in relazione all’accaduto, è stato tratto in arresto poiché colto nella flagranza del reato continuato di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, nonché successivamente condotto presso la propria abitazione per ivi permanere a disposizione della competente Autorità Giudiziaria, in regime di arresti domiciliari.
Importante nell’occasione è stato l’operato dell’Arma dei Carabinieri che, oltre ad assicurare alla giustizia l’autore di un reato così deprecabile, ha altresì permesso di interrompere una condotta delittuosa spesso davvero difficile da far emergere per via della ritrosia delle vittime a denunciare, nella maggior parte dei casi per vergogna o paura per la propria incolumità personale legata a possibili ritorsioni da parte degli sfruttatori.