A proposito di plusvalenze

GENNARO VENTRESCA

Non ho purtroppo la sfera di cristallo, né so leggere i tarocchi, ma spero di portar bene alla nostra squadra che pur in cerca di rinforzi ci sta dando più di qualche soddisfazione. Da otto partite non perde, mettendo insieme venti dei ventotto punti complessivi. Come dire che nelle prime otto sono arrivati altrettanti punti e nelle seconde ben dodici in più. Passando dalla desolante media di un punto a partita a 2,5 che, senza alcuni strafalcioni, potevano essere addirittura 3.

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Mi chiedo, che ne sarà di noi. E spiego, a modo mio, perchè Gesuè non ha mai pensato di disfarsi di Cudini. L’anno scorso, dopo l’imbarazzante  partenza, cambiò la guida tecnica, accantonando Mandragora, sostituito da Bagatti. Il quale, tomo tomo, appena giunse a Selva Piana, pretese l’acquisto di diversi giocatori. Grazie a i quali i risultati non tardarono ad arrivare, ma a caro prezzo. Forte di quella esperienza il varesotto volante non si è ripetuto. Puntando sull’organico dell’estate.

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I tifosi  questi calcoli non li fanno. Starebbero sempre sul mercato. Visto che i soldi non sono loro. Se fosse stato esonerato Cudini bisognava rivoluzionare un po’ tutto. Con un bel gruzzolo. Gesuè benchè ottimista ha capito che sarebbe stato impossibile raggiungere il sorprendente Notaresco che ha conosciuto una sola sconfitta in sedici partite. Grazie alla incredibile striscia di vittorie, la capolista sta sulla sua scranna e si accinge a raggiungere la Lega Pro. Gestendo i 15 punti di vantaggio.

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A chi non piacerebbe  una squadra bella e scapigliata. Con giorni irripetibili come ai tempi di Gigino Falcione, Tonino Molinari e Adelmo Berardo. Fermo come un punto esclamativo avevamo pensato ad una nuova età dell’oro. Invece Gesuè fa lo scozzese, come gli impone il suo ruolo di patron che deve far quadrare i conti, per poter ottenere una robusta plus valenza.

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Per il momento va bene così. Arrivare tra i primissimi è più che possibile. Ma non siamo ancora pronti per entrare nelle leggenda. Gesuè non ha escluso di poterci regalare un sogno, ma vuole muoversi piano, puntando sul settore giovanile che per anni non ha sfornato alcun chè. Non a caso lo abbiamo visto, in questo clima pre-natalizio, attorniato dai giovani calciatori  in feste e selfie.

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Il Mister Bean delle panchine parla sei lingue, ma non è riuscito a fari capire. Sto scrivendo si Hodgson.  E’ buono, della bontà affettata che hanno certe ziette inglesi, ma è riuscito a far alterare quel pezzo di pane di Massimo Moratti. Appena andò all’Inter mise in lista di sbarco Roberto Carlos, al suo posto prese Centofanti dall’Ancona. Se non ci fosse qualcuno a bloccarli, gli allenatori farebbero disastri in continuazione. Per questo mi piace Gesuè che non è il signor Bonaventura. Da uomo di finanza sa che i soldi sono una cosa seria. Da spendere con attenzione.

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