A proposito del Matelica

A proposito del Matelica

GENNARO VENTRESCA

Da nove anni Mauro Canil è il demiurgo del Matelica, anche se ufficialmente Roberta Nocelli è presidente. Non si contano i soldi spesi dal patron, per cercare di far trionfare la squadra della sua città. Ma, allo stato dell’arte, i tentativi sono rimasti infruttuosi. Il più clamoroso due anni fa: all’ultima giornata era tutto pronto per la festa, ma lo squadrone marchigiano scivolò inaspettatamente in casa con l’ Avezzano, favorendo il successo della Vis Pesaro,  affondata la domenica prima sul proprio campo dai nostri ragazzi, guidati di Tonino Minadeo.

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In modo meno clamoroso, anche l’anno scorso il Matelica ha mancato il bersaglio. A metà stagione era al comando, con sette punti di vantaggio sul Cesena che, strada facendo, lo ha raggiunto e superato, con un discreto margine di sicurezza. Tuttavia il successo della Coppitalia gli avrebbe aperto le porte dell’ex Serie C, attraverso il ripescaggio. Attraverso un bonifico a fondo perduto di 250 mila euro, la pesante fideiussione, e la canonica iscrizione. Non se ne fece niente. Dicono: per principio, più che per soldi.

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C’è un limite invalicabile che dovrebbe bloccare la società biancorossa. Il suo piccolo impianto, recentemente rimesso su con la posa in opera del sintetico e inaugurato dal presidente del Coni Malagò, sembra mancare ancora di troppi requisiti per la terza serie nazionale. Che allo stato dei fatti non ci sono anche a Selva Piana, ma stanno per essere superati con l’adeguamento che consentirà al Romagnoli di ospitare in giugno gli azzurri dell’Under 21.

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Al pari del popolo rossoblù, confido nella forza dei nostri ragazzi che hanno alle spalle una società affidabile e ben strutturata,  e sono pronti a colmare le distanze dal Matelica, per batterlo sul traguardo. In punta di verità, per accorciare il distacco, puntavo sull’aiuto del Vastogirardi di Farina, piegato solo da uno sfondone arbitrale: rigore ancora più discutibile di quello fischiato ai viola in Fiorentina-Milan.

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L’estrema profanazione del portiere del Vastogirardi è avvenuta solo nel modo che ho appena ricordato. Probabilmente, senza quel cadeau arbitrale, il Matelica si sarebbe fermato al pari, consentendo ai rossoblù di rosicchiare due punti. Con le conseguenze psicologiche facili da immaginare. Niente di scandaloso, per carità. Tra Campobasso e Matelica mi viene da pensare a un piccolo riguardo del Palazzo più nei nostri confronti che dei marchigiani. Lo “storico” e il capoluogo di regione parlano a nostro favore.

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