A Monte Marrone narrando Moulin

di Pierluigi Giorgio

“Monte Marrone è uno dei posti più belli che io abbia mai visto in questo paese che rigurgita veramente di angoli suggestivi: Il monte di per sé non ha nulla di particolare, ma è ricoperto da una foresta mirabile, una delle più belle che io conosca. Col cielo fosco, le cose assumono un’espressione tragica di potenza e di terrore: un raggio di sole, le fa commuovere, le fa sorridere. Qui non vi è altro che l’opera della natura selvaggia e incontaminata: è tutto grandezza e magnificenza!…” scriveva il pittore francese Charles Moulin nel 1911, alla sua prima visita a Castelnuovo al Volturno e le montagne circostanti, Monte Marrone in particolare dove nel 1919 costruì un piccolo rifugio con in fronte “l’infinito”… Le sensazioni dell’artista, sono in buona dose le stesse che circa una sessantina di escursionisti divisi in tre gruppi, quello del pittore Angelo Bellobono, il mio e quello di Michele Permanente, esperta guida Gae con il suo “Molise da scoprire”, si son trovati a vivere in una giornata di intensa escursione e visita all’eremo dell’artista. Bellobono parlato di arte, il sottoscritto di aneddoti e vita legati al pittore, leggendo molti dei suoi pensieri, riflessioni e messaggi oggi di un’attualità sconcertante data una vita sempre più carente di semplicità, rispetto e di valori. E poi penso a quell’intuizione nel lontano 1990, di convincere -in cambio di un documentario- l’Amministrazione comunale a far ricostruire fedelmente il rifugio semi-crollato (dove mi ritirai per un bel po’), oggi meta di numerosi escursionisti anche dall’estero. E sulla scelta inoltre, di trasformare il mio lavoro in narrazione lungo i percorsi e in immagini documentaristiche…
Ora a sera di ritorno, seduto qui al buio fuori casa, rifletto su tutto ciò… Stanco ma soddisfatto fumo il mio sigaro, con quella luna a metà e tante lucciole a contrappunto…

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