A Bobo un riconoscimento d’eccellenza dal sindaco di Guglionesi e una targa in memoria di Rita

Una favola ci narra: Era tanto tempo fa.. Ancora oggi, dopo decenni quella favola è ancora viva tra noi, e ve la vogliamo raccontare tutta. La Romagna, terra fantastica e piena di sapori biodiversi, un tempo lontano regalò al Molise un Bambino di nome Colombo. Come Cristoforo, veniva dal mare del nord Italia, e dopo una tempestosa mareggiata si trovò con la sua famiglia naufrago in quel di Termoli. Amore a prima vista fu’. Non più Romagna ma eterno amore per una terra che circa oltre sessanta anni orsono, era ben poca cosa rispetto ad oggi. Ma l’amore è l’amore, e quel bimbo crescendo, con lo pseudonimo di “ Bobo “, iniziò a spendersi per la sua terra adottiva già amata più di quella natia. Tutto iniziò dal fondo di una bottiglia che nel suo conio, ospitava un biglietto dal simil tenore: “– Dovrai trovarmi per preferire di offrire al Mondo il meglio di una terra che se amata ti offrirà ospitalità e grandezza di profumi. Questi ti condurranno alla pace dei sensi ed alla massima espressione del cibo. Non sprecare l’occasione, rendi grande le Regione che saprà ospitarti”-.

Difficile capire da subito quello che quel biglietto significasse. La fuga di casa dopo che i genitori aprirono una trattoria dal sapore del mare Adriatico, un’avvisaglia. Una panchina vuota, non del metrò ma di una piazza, quella di Bojano, sulla quale condividere la notte ed il giorno. Parigino, Felicetto, Giufà, Zentena, Maricella gli amici conosciuti ed amati da subito, si prestarono a fare da chioccia al giovane Bobo, che già mostrava la parte ribelle di se. Sempre falce e martello tra le mani e nella testa, trovò il primo amore e perdutamente si impossessò del cuore di lei e di una Bojano magicamente ospitale. Ma era Termoli che lo aspettava quasi definitivamente, e così, il ritorno verso il mare fu inevitabile. Si cresce, e Bobo crebbe in fretta. Ricorderete certamente “ Lo squalo Blu”. Uno dei primi locali chic del Molise dove oltre al grande chef, Bobo, il sommelier, Mario, dettava la cadenza alla bevanda degli dei. Un’apoteosi di sapori per due menù : il piccolo ed il grande. “- Ne parlan tutti e tutti vanno allo Squalo per sentirsi in Paradiso “- questa era la costante dei commenti. Ma l’amore torna prepotentemente, le strade di Bobo e Mario, si dividono e tutto deve necessariamente ricominciare. Nasce RIBO in quel di Guglionesi. Rita e Bobo, si sposano. Una festa con 1700 invitati ed un mondo di sapori. Rita, una donna decisamente silente, preparata, di destra che sposa Bobo, rigorosamente di sinistra falce e martello, cuciniere infallibile con una nota dolente : non mangia pesce e non beve vino. Sembra un film con Rino Gaetano nel pensare “che suo fratello è figlio unico perché non ha mai trovato il coraggio di operarsi al fegato./Non ha mai pagato per fare l’amore/.E non ha mai vinto un premio aziendale/.Mio fratello è figlio unico/perché è convinto che Chinaglia/non può passare al Frosinone”. Direte sicuramente cosa vuol dire? Nulla, nulla di quanto più assurdo. Cucinare il pesce da “ Dio “ e non mangiarlo è proprio come ascoltare una delle più belle canzoni di Rino che nell’incontrare Lino Rufo alla sua domanda :- Rino ma che vuol dire ?- rispose “- Non lo so, ci troveranno altri qualche significato “- . Gli artisti sono artisti ed occorre lasciarli fare senza domande. Il successo è li a portata di mano ed arriva, arriva, se arriva!. Realizza una struttura elegante, accogliente, amicale. Molti avrebbero pensato di fermarsi ed invece Bobo ha continuato imperterrito a non mangiare pesce, a non bere vino ma a ospitare in guide Michelin, la cucina molisana ed i prodotti che egli stesso, girovagando per il Molise ha saputo coniugare l’amore con il sapore. Mai domo si specializza in amicizie folli e conosce Adriano, Filindo, Basilio, Rocco, Giuseppe, Pasquale, tutti pazzi per la ristorazione e le delizie del palato. Ogni lunedì è un lunedì di follia, e nel tempo i lunedì diventano sempre più aperti al mondo esterno. Si cresce, le velleità dell’età più avanzata sono sempre meno. Il fato è il fato e destino vuole che il tempo ti prende per portar vie affetti e qualche gioia ancora nascosta. Rita lascia Bobo, le tenebre di un inferno di fuoco si portan via i beni preziosi di una vita. La vita è così ma gli amici, quelli veri restano e Bobo non è solo. La meraviglia della vita è riscoprire affetto nei momenti difficili e l’Amministrazione di Guglionesi, sindaco Mario Bellotti, decide di conferire a Bobo, nel ricordo di Rita il giusto riconoscimento per la meritoria azione di conoscenza, divulgazione, considerazione per una città spesso e volentieri accostata alle stragi, a chi non c’è più per motivi diversi e mai per qualcosa che attiene alla bellezza profonda di chi ama e lo fa davvero. E’ il 27 giugno 2022. Alle 10,15 una sala consiliare ammantata da un sole cocente, vede entrare Bobo e tanti amici. Il sindaco accompagnato dalla sua giunta arriva debitamente vestito di fascia tricolore a rappresentare la presenza e la volontà dell’intera cittadina. Bobo è cittadino di Guglionesi e nell’encomio pubblico ne godrà portando al collo la medaglia dove viene rappresentata la Città con il suo stemma. “- Ti siamo grati, caro Bobo. E’ da tempo che aspettavamo questo momento. Oggi scriviamo la storia e tu sei l’attore principale di essa. Ti vogliamo bene e sempre saremo a volertene”-. Queste le parole del Sindaco visibilmente commosso. Una lacrima scende lungo le rughe scolpite sul volto di Bobo e va a posarsi sulla sua barba colorata di rosso. Un applauso e la commozione sale sino alle parole di ringraziamento –“ Mi sento a casa, siete la mia casa. Sono commosso e non vi nascondo la mia gratitudine e felicità. Vi voglio davvero bene. Sono uno di voi grazie alla vostra accoglienza, al vostro affetto “-. Ma è davvero tardi, occorre partire per Civita Superiore di Bojano. Filindo ed Antonella aspettano Bobo e, chissà perché. E’ caldissimo, una veloce fermata per ristorare l’ugola e via verso la frescura, si spera. Ore 12.45 Civita Superiore è sotto assedio di un caldo mai visto ma la sorpresa è la condizione per essere felici del caldo torrido e non sentirlo. Tanti amici da ogni e dove, persino dalla Puglia, tributano a Bobo, quel segno di amicizia che sempre alimentato non ha mai visto momenti di stanca. Davvero tanti amici tanto da metter in difficoltà l’impeccabile Filindo. Una festa, una festa senza fronzoli da piena di quella voglia di tributare all’amico di sempre il giusto ringraziamento. L’emozione non è un gioco, e si vede. Ancora riconoscimenti importanti come quello da parte del Vice presidente della Provincia di Foggia, Giuseppe Mangiacotti che ha voluto omaggiare Bobo con la statua del San Michele Arcangelo, segno tangibile ed indelebile di affetto e riconoscenza. Poi ancora Lorenzo, Vittorino, Luciano, Vittorioche nel metter a disposizione la sua Lancia datata 1951 data di nascita di Bobo, ha posto l’accento sulla bellezza, GiuseppeAngela, Rocco, Lucia, Adriano, Gianluca, Laura, Nicola, Antonio, Edmondo, l’immancabile Lino con le sue canzoni – omaggio a Bobo con “ Bella Ciao” – Michele, Gerardo, Elvira, Patrizia, Valerio, Michele, Orlando, Emilio, Daniela, Luigi, Mario, Fabrizio, Carmine, Nicola Vizzarri, che ha deliziato i palati con un dessert alla cipolla di Isernia, e davvero tantissimi altri amici hanno contribuito a render la giornata decisamente amabile, goliardica, pregnante, emozionante, divinamente Bobiniana. Ognuno ha fatto la sua parte, ognuno ha posto l’accento sull’importanza del messaggio di Bobo, ognuno si è emozionato alla consegna del gagliardetto del Comune di Bojano da parte del Sindaco Ruscetta, al taglio della torta debitamente corrisposta alla falce e martello, al tanti auguri finale. La felicità è dietro l’angolo, non affacciamoci solo per poterla scrutare, oltrepassiamo le mura ed andiamo a prenderla. Noi, con Bobo, oggi siamo stati in grado di capirla, carpirla e viverla. Grazie Bobo, amico del Molise.