Vuole farla finita, i Carabinieri riescono a dissuaderla

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L’immediato intervento dei Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile ha evitato il peggio. Questa mattina una ragazza sedicenne, salita sulla terrazza del Castello Monforte, aveva deciso di farla finita. Prima di lasciarsi cadere, però, ha inviato un sms al fidanzato che ha subito chiesto aiuto ai militari. Immediato l’allerta da parte dell’operatore della Centrale Operativa che ha chiamato la pattuglia in abiti civili prontamente disponibile inviandola sul posto. I Carabinieri dell’Aliquota Operativa del Comando Compagnia di Campobasso infatti si sono precipitati al Castello. Mentre tre militari effettuavano le ricerche intorno al perimetro scandagliando ogni singolo angolo della struttura controllando alcuni giovani ivi presenti, il comandante si è precipitato per le scale che conducono alla terrazza del castello. Giunto in cima al castello, il militare ha individuato subito la ragazza la quale, avendo già scavalcato la ringhiera di protezione che divide la terrazza dal vuoto, con una mano si teneva alla ringhiera mentre con i piedi si stava sporgendo nel vuoto nello spazio tra i due merli. Poiché la situazione stava precipitando, l’Ufficiale senza perdere tempo e cogliendo l’occasione che la ragazza fosse girata di spalle senza quindi poter vedere il militare che si stava avvicinando, si è lanciato verso di lei afferrandola dapprima per il braccio e poi per il giubbotto per poi tirarla a sé ed indentificandosi come Carabiniere. A quel punto la ragazza ha tentato di divincolarsi gridando di lasciarla stare che voleva farla finita ma il militare, che si era ancorato con i piedi alla ringhiera che lo divideva dalla giovane, continuava a tenerla stretta rivolgendole parole di conforto per convincerla a desistere. Solo dopo una manciata di minuti, il Tenente è riuscito a conquistare la fiducia della giovane che si è girata verso di lui e, scoppiando a piangere, lo ha abbracciato. In quel momento, visto che la ragazza non stava più opponendo resistenza, l’Ufficiale l’ha prima convinta a rientrare oltre la recinzione e non volendo lasciare la presa l’ha sollevata di peso portandola in sicurezza verso di lui e facendola sedere sulla panchina lì esistente. Pochi istanti dopo, la convincevano a seguirli in caserma dove avrebbero potuto parlare con più serenità e da dove avrebbero potuto chiamare i genitori della giovane a cui affidarla.

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