Vertenza Pilkington, all’orizzonte 140 esuberi: tanti i lavoratori bassomolisani impiegati

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SAN SALVO. Geograficamente la vertenza interessa San Salvo, e quindi l’Abruzzo, ma è chiaro che se si parla di Pilkington qualsiasi tentativo di circoscrivere il problema decade, anzi, si amplifica e ci riguarda direttamente se si pensa ai tanti molisani impiegati presso lo stabilimento di San Salvo, che rappresenta il più grande centro produttivo Pilkington in Italia.

Costruito negli anni ‘60, copre un‘area di oltre 800.000 mq e vi lavorano circa 2.000 persone. Per molti di loro il futuro non è di certo roseo, visto che una sempre più incisiva compressione dei mercati e una stagnazione delle commesse potrebbero spingere l’azienda ad adottare per il prossimo triennio una pianificazione che porterà a 800 gli esuberi previsti, poco meno del cinquanta per cento dei lavoratori al momento in servizio all’interno della fabbrica. Per adesso i lavoratori a rischio sono 140. Per loro il 24 settembre segnerà anche la scadenza degli ammortizzatori sociali, questione che nella giornata di lunedì è finita al centro del tavolo tecnico convocato dal sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca e che ha visto la presenza dei parlamentari abruzzesi Carmela Grippa, Gianfranco Rotondi, Luciano D’Alfonso, Camillo D’Alessandro, Nazario Pagano, Giuseppe Bellachioma. C’erano inoltre i consiglieri regionali Mario Oliveri, Pietro Smargiassi e Mauro Febbo, l’ assessore Silvio Paolucci e il Vicepresidente della Giunta regionale Giovanni Lolli.

Presenti anche quasi tutti i sindaci del vastese, i consiglieri di San Salvo e parte dell’amministrazione, il presidente della Pilkington e le sigle sindacali. Nel corso dell’incontro Graziano Marcovecchio, presidente della Pilkington, si è espresso così: ”Nel 2012 avevamo 600 esuberi, oggi ne abbiamo 140. Ma bisogna evitare che questi aumentino a causa dell’assenza di un piano industriale e convincere il nostro azionista ad investire in nuove tecnologie, in nuove linee di prodotto e soprattutto in nuove lavorazioni strappandole alla concorrenza interna ed esterna. Speriamo di poter concordare nei prossimi giorni su un piano industriale di questo tipo”.

Su questo punto la struttura regionale ha dimostrato ampia apertura, a patto che ci sia chiarezza. “Al momento – ha affermato il vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli – c’è un problema di prospettiva, servono investimenti in ricerca ed innovazione. Ora però bisogna capire cosa vuole fare la proprietà che noi siamo pronti a sostenere.

Poi c’è il problema dell’esubero di 140 persone a cui non possono essere rinnovati gli ammortizzatori sociali. Su questo la Regione vuole provare e trovare uno strumento in deroga, ma alla condizione che Pilikington chiarisca il suo piano investimenti per il futuro”.

“Per fortuna sembra che la politica abbia colto l’esigenza di intervenire presto” ha commentato Tiziana Magnacca. In definitiva, l’attenzione resta alta anche qui da noi alla luce dei tanti dipendenti impiegati presso lo stabilimento, e fa ben sperare l’impegno preso dalle parti di voler trovare una risoluzione alla crisi industriale che sta colpendo l’azienda abruzzese.

 

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