Venafro onora il ‘Principe della Risata’, intitolata a Totò la piazza antistante il Castello Pandone

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VENAFRO. Una giornata, quella domenicale, che Venafro ha dedicato tutta a Totò, soprattutto nel ricordo della permanenza del Principe della Risata nel 1956/57 in città per interpretare unitamente a Fernandel “La legge è legge”, pellicola comica del regista francese Cristhian Jaques rimasta nelle menti e negli affetti di tutti i venafrani. In mattinata infatti ad Antonio De Curtis, alias Totò, è stata intitolata piazza Castello Pandone, che da oggi è diventata “Piazza Totò” presenti critici cinematografici, personaggi dello spettacolo, autorità locali e la nipote di Totò. Nel pomeriggio invece all’interno della ristrutturata Palazzina Liberty è stata allestita una mostra di pannelli fotografici interamente dedicata a Totò ed imperniata sulle scene del citato film girato a Venafro “La legge è legge”, ma anche su altre immagini e momenti della vita artistica di Totò. Venafro quindi ha ribadito in pieno il feeling storico che la lega a Totò, nel ricordo della seppur breve permanenza dell’attore in città per girare l’indimenticabile pellicola in bianco e nero che ancora oggi, a distanza di decenni, non ha affatto smarrito la brillantezza, la comicità e l’interesse dei primi tempi. Ma perché tanto affetto e ricordi ancora così vivi a Venafro del Principe De Curtis? In effetti Totò all’epoca visse a stretto contatto coi venafrani, alloggiando in via Amico Da Venafro durante le riprese del film protrattesi per l’intero autunno/inverno/primavera a cavallo tra il 1956/57 ed intrattenendo rapporti cordialissimi con tutti nel corso delle pause di lavorazione. In molti ricordano i suoi sorrisi, la sua disponibilità verso tutti e non sono pochi che conservano gelosamente foto scattate all’epoca col Principe della Risata. Questi aveva un carattere aperto, seppure non rinunciava a quella sorta di aria di signorilità che lo contraddistingueva sia in scena che nella vita privata. Non rinunciava, ma sempre in maniera simpatica, al suo ‘aplomb’ di presunto nobile, nel solco della sua indimenticabile frase “ Signori si nasce, e io lo nacqui!”, ed anche nei rapporti sociali si caratterizzava per atteggiamenti in linea con tale indimenticabile e simpaticissima espressione. Era comunque, il comico napoletano, un personaggio semplice, “alla mano” come suol dirsi, e di tutto questo Venafro ha conservato un ottimo ed indelebile ricordo, tant’è l’intitolazione della piazza al rione Colle in mattinata e la mostra a lui dedicata nel pomeriggio all’interno della Liberty. Da oggi quindi Totò è entrato ufficialmente ed a pieno titolo nella vita venafrana, dalla quale in effetti non si era mai distaccato.

Tonino Atella

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