Toma fa il punto sulla nomina a Commissario e sullo Stato di Emergenza

A margine della conferenza il governatore risponde al deputato 5 Stelle Antonio Federico, secondo cui l'esiguo stanziamento per lo Stato di Emergenza non dipende dal governo

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Questo pomeriggio, il presidente della Regione Molise Donato Toma ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Vitale in relazione alla nomina del Commissario ad acta per il Piano di rientro dai disavanzi del settore sanitario. Con riferimento a ciò il governatore in una missiva al Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte insiste sulla volontà di voler ricoprire tale incarico, anche in virtù della normativa attualmente vigente (L. 232/2016, comma 395). Secondo la quale è concessa la possibilità ai Presidenti di Regione di assumere anche il ruolo di Commissari senza alcuna incompatibilità.

Far coincidere le due cariche – scrive Toma nella lettera – garantisce continuità e forza all’azione di risanamento del sistema sanitario, come pienamente condiviso dai Presidenti delle Regioni italiane durante la seduta della Conferenza delle Regioni e della Province autonome tenutasi lo scorso 8 Agosto, durante la quale ho esposto la situazione in cui versa attualmente la nostra regione. Mi preme sottolineare – precisa il governatorecome la mancanza della figura del Commissario ad acta sta causando una paralisi istituzionale che comporta lo stallo di tutte le procedure necessarie all’attuazione del Piano operativo per la riorganizzazione del sistema sanitario regionale poiché i relativi adempimenti, oggetto di esame e controllo da parte dei Ministeri, richiedono una tempistica di attivazione ben definita, soprattutto tenuto conto del fatto che, ad oggi, in virtù della mancata nomina il Molise non è neppure presente ai Tavoli tecnici.

A margine dell’incontro, il governatore è tornato anche sui fondi relativi allo “stato di emergenza”. E, in particolare, Toma risponde al deputato 5 Stelle Antonio Federico secondo cui «Il governo ha concesso 2 milioni di euro al Molise perché è quanto indicato dalla Protezione civile sulla base della legge e di quanto la Regione non ha richiesto». A tal proposito, infatti, il presidente ha precisato che «i 2 milioni di euro sono solo un primo intervento e costituiscono un anticipo per far fronte all’emergenza-urgenza. Abbiamo assicurazione che a breve verrà emessa l’ordinanza del capo della Protezione Civile su chi disporrà dei fondi e su come questi saranno distribuiti. Presto verrà rimpinguato il fondo nazionale per emergenze e calamità naturali. Dopodichè aumenteremo il budget e metteremo a disposizione ulteriori risorse ai privati. Inoltre, ci sono una serie di interventi che saranno previsti nell’ordinanza del dipartimento nazionale della Protezione Civile. L’ordinanza andrà a indennizzare tutti coloro i quali riescano a dimostrare di avere avuto danni da questo evento sismico. Pertanto non mi risulta nulla di ciò che ha detto Federico».

 

 

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