RUBRICA – La merenda nello zainetto… che incubo!

Rubino Dentisti

L’inizio della scuola ha segnato anche il ritorno di questo interrogativo nella mente dei genitori: che
merenda metto oggi nello zainetto?

Da pochi giorni si è conclusa la fase del progetto OSSERVATORIO –MIO AMICO SPORT, promosso dal CONI
(delegazione Molise) che prevede il mio intervento come nutrizionista in tutte le scuole dell’infanzia della
città.
Ho “giocato” per circa un’ora con i bambini dai 3 ai 5 anni, alla “caccia al tesoro”, dove il tesoro da trovare
era un “forziere” ricco di frutta e verdura, il tesoro che ci fa diventare forti e grandi.
I bambini sono stati bravissimi e si sono divertiti molto. Sono degli ottimi uditori!!
Quello che ho avuto modo di constatare, purtroppo, è che pochissimi bambini sono abituati a fare merenda
a scuola con la frutta. La merenda nello zainetto è sicuramente uno dei grandi dilemmi con cui ogni
genitore è chiamato a confrontarsi ogni mattina.
Come succede per tutta una serie di attività quotidiane, anche qui è il tempo a farla da padrone: mamme
che lavorano, che vanno di fretta, la merenda confezionata e pronta all’uso è di certo più gettonata, ma,
ahimè, anche la meno indicata. L’errore lo fa il genitore ma gli effetti sono a carico del bambino.
Il primo consiglio è quello di fare bene le cose a monte, cioè fare una buona spesa. D’altra parte quello che
entra nello zainetto è passato prima per il nostro frigo o per la nostra dispensa, quindi spesa “INTELLIGENTE
E SANA”. Intelligente perché bisogna comprare solo ciò che serve realmente, sana perché, tra tantissimi
prodotti disponibili sugli scaffali, è bene scegliere sempre i migliori in quantità di zuccheri e di conservanti.
Quindi occhio alle etichette nutrizionali presenti sulle confezioni.

Il secondo consiglio è costruire una tabella della merenda, dal lunedì al sabato. In questo modo sarà facile
assicurare uno zainetto non troppo monotono soprattutto in sintonia con il resto della giornata.
Facciamo un esempio:
LUNEDÌ: il primo giorno della settimana, dopo un weekend di fuoco (pizza del sabato sera, pranzo della
domenica da nonna), partiamo con un frutto a scelta, possibilmente il preferito di nostro figlio, deve
sempre andare a scuola con il sorriso, e di certo la merenda non deve metterlo di cattivo umore.
MARTEDÌ: qualcosa di dolce ma semplice. La settimana è ancora lunga…2 biscotti, una ferratella, un
plumcake, meglio ancora se fatti in casa o prodotti da forno artigianale. La nostra regione ci offre tantissimi
prodotti dolci a km zero e poveri di conservanti, è bene approfittarne
MERCOLEDÌ: un panino (da 30-50 gr) , meglio se integrale o ai cereali, farcito ogni settimana con qualcosa di
diverso, senza esagerare con prosciutto e salamino. Gli affettati, oltre ad essere ricchi di grassi animali,
sono anche pieni di conservanti e di sale. Se vi chiedete come sostituirli, fate un passo indietro, cari
genitori. Vi ricordate quando mangiavate pane e olio? no conservanti, no grassi animali, allora riscopriamo
insieme ai nostri figli le nostre care vecchie e sane abitudini.
GIOVEDÌ: vasetto di yogurt, fonte di proteine e calcio, meglio se alla frutta, può essere accompagnato anche
da alcuni cereali, per rendere la merenda croccante e gustosa. Per i palati più raffinati va bene anche un
cubetto di parmigiano.
VENERDÌ: la settimana è quasi finita, e si sente la stanchezza. Abbiamo quindi bisogno di un po’ di zuccheri:
quelli buoni, quelli naturali, quelli semplici. Quelli della frutta racchiudono tutte queste qualità. Largo
quindi alla frutta, ogni stagione ci offre tantissima varietà, quindi c’è sempre molto da scegliere tra la frutta fresca, ma per variare ancora possiamo scegliere anche frutta essiccata (ananas, kiwi, albicocca, ananas in bustina).
SABATO: prepariamoci per il fine settimana, pochi zuccheri ma buoni grassi vegetali! Spazio a noci,
mandorle e perché no, olive.

Compito e responsabilità di noi genitori è educare a una buona e sana alimentazione. In questo senso, la
scuola è un ottima palestra per allenarsi a mangiare sano ed educare a buone pratiche alimentari. A scuola i
bambini crescono, iniziano a conoscere gli altri e se stessi, si confrontano. La scuola è cultura, educazione e
deve essere anche buona alimentazione.
Qualche anno fa una mia collega Biologa nutrizionista pediatrica scrisse:“Il cibo ci lega, non ci divide. Non è
strumento, ma collante; non è arma, ma vincolo. È il legame fra chi nutre e chi è nutrito, dove “nutrire” non
è solo “dare da mangiare”, ma aiutare a diventare adulti equilibrati.”

La Dottoressa Alberti resta a disposizione per qualsiasi chiarimento, consiglio o supporto alla seguente mail:
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