Quelle ceneri non erano ‘sospette’

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La Colacem di Sestop Campano potrà riprendere regolarmente a bruciare nei suoi forni le ceneri prodotte dalla Hera Ambiente di Pozzilli. Il via libera dopo l’archiviazione dell’inchiesta della procura di Isernia sul traffico di ceneri ‘sospette’ tra i due stabilimenti dell’Isernino. Quindi, nessun pericolo, lo ha certificato la perizia chiesta dalla magistratura. Anzi, come affermò la stessa Colacem, con il suo direttore Giaccari, la cementeria svolge un prezioso servizio per la pulizia dell’ambiente, ripulendo quelle ceneri e trasformandole in parte del compost necessario a produrre cemento. Un ciclo virtuoso e nessun traffico illegale.

Anche i camion fermati a suo tempo dai Carabinieri sono stati dissequestrati. La perizia ha accerta che questo tipo rifiuto prelevato può essere avviato al riutilizzo e può tranquillamente essere trasportato dall’impianto di Hera Ambiente alla Colacem che, come avviene nei cementifici di tutta Italia, produce calcestruzzo da questi scarti.

Sebbene a Venafro e dintorni le due aziende siano additate come le responsabili dell’inquinamento, un ruolo importante nella partita lo giochi anche il traffico di camion che attraversano via Colonia Giulia dove c’è la centralina dell’Arpa per misurare il pm10.

Che Venafro sia il comune molisano dove l’aria è più irrespirabile lo ha certificato pure l’Asrem nel Piano regionale integrato per la qualità dell’aria inoltrato alla Regione Molise. Ciò che non si evidenzia nel Piano è che sia proprio questa la causa principale dell’inquinamento.

Lo sforamento delle particelle sottili e ultrasottili responsabili di numerose patologie nella cittadina guidata dal sindaco Antonio Sorbo è ormai una costante. E accade nonostante l’apertura della Variante che dirotta il traffico verso la Napoli (ma non verso Roma). Cosa significa? Che il passaggio di tir dentro Venafro incide in parte ma non è l’unica causa dell’inquinamento, probabilmente neppure la principale. Sul punto bisogna essere chiari: Secondo i dati raccolti, i trasporti stradali rappresentano una delle fonti principali di Nox (41%), Co (29%), Pm10 (11%) e Pm2.5 (17%), Cov (21%) emesse in atmosfera”.

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