Picchiata dal marito perde la custodia del figlio, la storia di Maria Pia Tolo

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SAN GIULIANO DI PUGLIA. E’ originaria di San Giuliano di Puglia, il piccolo paese del basso Molise divenuto tristemente famoso a causa del terremoto del 2002 che distrusse la scuola Jovine e portò alla morte di 27 bambini e di una maestra. All’epoca del sisma frequentava proprio quella scuola, aveva 9 anni, faceva la terza elementare e si è salvata. Lei si chiama Maria Pia Tolo e la sua storia sta facendo il giro delle testate giornalistiche nazionali e internazionali. Una storia fatta di violenze e pugni, di lividi e botte testimoniati dalla foto che è arrivata sul sito di “Chi l’ha Visto?” che la ritrae con gli occhi tumefatti e il naso rotto. Una storia che, adesso, si è ‘arricchita’ di un altro triste capitolo: Maria Pia ha ingaggiato una battaglia giudiziaria con il marito, a suo dire colpevole di quelle botte che l’hanno spedita in ospedale, per la custodia di quel figlio di neanche tre anni nato da un amore che doveva essere da favola ma che è diventato un orrore. Sì perché per i giudici tedeschi il bambino deve restare col padre. Maria Pia ha 25 anni e quattro anni fa lascia San Giuliano di Puglia e si trasferisce in Germania, a Duisburg, per amore di Paolo, un ragazzo italiano come lei. I due si sposano e iniziano la propria vita insieme. Da quell’amore nasce quasi subito un bambino che adesso ha quasi tre anni. La sua sembra una favola ma si trasformerà in un incubo. In Germania, stando al racconto della stessa Maria Pia, iniziano le violenze e le percosse fisiche. La giovane tace, incassa senza parlare fino a quando, un giorno del 2016, non ce la fa più e in ospedale spiega che a picchiarla è suo marito. Lo denuncia e viene portata in una casa per donne maltrattate. Paolo, però, nega tutto e alla Polizia spiega che la donna vuole portargli via il bambino per rimpatriarlo in Italia. Entra a quel punto in ballo lo Jugendamt, l’agenzia federale tedesca per l’infanzia alla quale la donna racconta la sua volontà di tornare in Italia e di voler portare con sé il bambino. I giudici, però, stabiliscono che il piccolo (che fino a quel momento era rimasto a casa col padre) debba continuare a restare con Paolo perché in caso di separazione, laddove il bimbo sia nato in Germania, debba restare in Germania con la madre o il padre tedesco. Questo anche se il genitore è alcolista, responsabile di violenze domestiche o ha abbandonato il tetto coniugale. Anche per la psicologa chiamata a dire la sua il bambino deve restare con il padre anche se stabilisce un approfondimento rispetto alle violenze subite da Maria Pia. Contro la 25enne si è scagliata la famiglia di Paolo. “Non è una santa, non è una madre”, ha affermato a “Chi l’ha Visto?” lo zio di Paolo. La famiglia dell’uomo, infatti, sostiene che Maria Pia sia una bugiarda nonostante le foto dei lividi, del naso e degli occhi tumefatti mostrati dalla stessa trasmissione di Rai 3. Adesso la battaglia della 25enne va avanti per riavere con sé il proprio bambino.

 

 

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