“Materiale pericoloso da rimuovere”

50k visualizzazioni

Problema datatissimo a Venafro, che però non viene risolto. Trattasi dei resti del disuso impianto irriguo delle canalette sulla pianura venafrana, realizzato negli anni sessanta e che tanto ha dato in passato al lavoro ed all’economia agricola della zona prima di essere sostituito dal più moderno e conveniente sistema intubato a pressione che porta acqua per irrigare in quasi tutta la piana di Venafro (una parte purtroppo ne è esclusa e proprietari e conduttori dei terreni all’asciutto non di rado si fanno sentire !), apportando vantaggi all’economia di settore. Il problema, e veniamo a quanto non va secondo le denunce degli agricoltori, è che i resti delle ormai inservibili ed inutili canalette, ossia diverse tonnellate di ferro e cemento, continuano a restare sui terreni della piana, ostruendo tantissimo spostamenti ed operatività dei mezzi agricoli, nonché la stessa coltivazione dei terreni. In pratica, realizzato il nuovo sistema irriguo intubato a pressione, si sarebbero dovute rimuovere da parte del Consorzio di Bonifica le vecchie ed inservibili canalette, non avendo motivo di restare sui terreni.

Tutto questo però non è avvenuto ed oggi la pianura venafrana si ritrova sommersa da tantissime tonnellate di dannoso e pericoloso ferro e cemento, ossia dalle ex canalette per l’irrigazione a scorrimento ! Tanti agricoltori, vista la mancata rimozione e smaltimento da parte del Consorzio di Bonifica, hanno provveduto a rimuovere in proprio tali manufatti, accantonandoli, ammucchiandoli o mettendoli da parte per entrare nei terreni coi moderni mezzi agricoli e lavorare la terra. Da parte sua il Consorzio, titolare delle “lingue” di terreno su cui poggiano siffatte canalette, terreni all’epoca espropriati e pagati ai proprietari, cercò anni addietro di rivendere tali “lingue” di terra ma chiese prezzi esageratissimi tanto da non riuscire a vendere un solo metro quadrato ! “Nessuno comprò -spiegano gli agricoltori di Venafro e dintorni- sia per i prezzi pretesi e sia perché c’era il problema dello smaltimento di tanto ferro e cemento. La questione è tuttora in piedi, perché siffatto materiale è sempre lì ad occupare i terreni, mentre non esiste un piano di smaltimento di tanto ferro e cemento. Chiediamo perciò che finalmente s’intervenga, risolvendo una volta per tutte un problema di enorme consistenza e portata sociale”.

Tonino Atella

  Vuoi ricevere questa ed altre notizie direttamente sul tuo cellulare? Semplice! Invia il testo NEWS SI con un normale sms al nostro numero +39 3201122791 e riceverai quotidianamente sms informativi gratuiti per essere aggiornato in tempo reale sulle principali notizie della regione. Inoltre sempre a questo numero potrai inviarci segnalazioni foto/video di qualsiasi natura tramite WhatsApp

Vuoi accedere al contenuto completo di tutti gli articoli del miglior quotidiano d'informazione del Molise?


Già abbonato? Accedi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *