Luna park a Rio Vivo, decaduta l’accusa per l’ingegner Matteo Caruso

Decade l’accusa per l’ing. Matteo Caruso dall’ipotesi di danno ambientale per quanto concerne la vicenda dello spostamento del luna park a Rio Vivo e il posizionamento temporaneo di materiale stabilizzato, piccola ghiaia che serviva da base per le giostre e per le persone e che venne rimossa al termine dell’estate.

I fatti risalgono al luglio 2015, quando l’amministrazione guidata dal sindaco Angelo Sbrocca decise di dare una nuova collocazione al luna park sull’arenile di Rio Vivo. Ci fu un sopralluogo al quale parteciparono la Capitaneria di Porto, diversi consiglieri della Maggioranza e ci fu un esposto querela della minoranza consiliare che vedeva come principale autore Michele Marone. Gli esponenti del Comune dichiararono la legittimità dell’iter amministrativo, fornirono tutte le autorizzazioni e la certificazione di idoneità conseguente ad una perizia tecnica.

Ci fu un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza a causa di alcuni esposti che erano stati presentati in Procura e che vedevano anche l’ing. Caruso (allora dirigente ai Lavori Pubblici del Comune di Termoli) tra le persone rinviate a giudizio. Il giudice delle indagini preliminari ha disposto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste. Quindi caduta ogni accusa nei confronti dell’Ing. Caruso a conforto della legittima attività dell’allora dirigente e dell’Amministrazione comunale.

 

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