Legge editoria, diamoci una mossa. Appello alla responsabilità

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di Giulio Rocco – Le scuse pubbliche da parte dei colleghi di Telemolise non sono arrivate: l’ironica risata dopo il “non voto” da parte del Consiglio regionale, il senso di superiorità che si leggeva in quei volti ha offeso decine e decine di giornalisti, grafici, personale di segreteria che, in silenzio, svolgendo con rigorosità il proprio lavoro ogni giorno, attende i fondi delle legge in favore dell’editoria molisana, non potendo attingere da altre leggi nazionali, così come avviene invece per la Cnn del Molise. Pertanto così come abbiamo pubblicato i nomi dei lavoratori e dei collaboratori appartenenti al nostro gruppo editoriale nei mesi scorsi, invitiamo Telemolise a fare trasparenza, pubblicando l’elenco dei nominativi dei 90 collaboratori assunti, sulle pagine che mettiamo sin da ora a disposizione. Le difficoltà strutturali dell’editoria molisana, intesa come settore produttivo al pari di ogni altro ramo d’azienda, sono state affrontate con l’ultima legge regionale. Una legge perfettibile, sicuramente modificabile, attraverso cui la Regione attua interventi diretti a sostenere l’editoria molisana e a promuovere la professione giornalistica in ambito regionale. Una legge su cui non si può tornare indietro: sui contributi previsti nelle annualità previste (dal 2015 al 2017) le aziende editoriali hanno posto azioni e investimenti sui quali ci devono essere riscontri chiari ed esigibili. Un provvedimento che esclude i soggetti che hanno beneficiato, nell’anno precedente, di contributi erogati allo stesso titolo da parte di qualsiasi altro ente pubblico, per un importo pari o superiore a 40.000 euro e che mette in circolo per tre anni ben 3 milioni di euro, dei quali nessun editore ha potuto usufruire, pur investendo in termini di tecnologie e di personale, prima per i ritardi avvenuti con la pubblicazione del regolamento d’attuazione avvenuta nel febbraio 2016, poi con la vicenda relativa all’interpretazione autentica e con la fuga dal voto dei dieci consiglieri regionali il 10 agosto scorso. Una fuga che tiene in scacco aziende, lavoratori, fornitori e che mette a repentaglio la solidità economica di intere famiglie. Una fuga che ricorda il benaltrismo della peggiore specie, una fuga dai ruoli di governo e di opposizione che poteva essere affrontata, ad esempio, con rigorosi controlli sulle provvidenze in ballo o attraverso un’ulteriore, veloce modifica della legge vigente senza stravolgimenti. Riteniamo che la politica abbia il dovere di risolvere i problemi non solo per i lauti compensi percepiti ed elargiti a carico dei bilanci regionali ma per il senso di responsabilità a cui è chiamata nell’aula del Consiglio regionale. Gli editori sono dinanzi un vicolo cieco, il Consiglio regionale ha il compito di non di eludere le aspettative e gli investimenti umani e materiali condotti in anni difficili di crisi economica e di radicale cambiamento delle abitudini dei lettori. Ci attendiamo un atto di maturità e di alto senso istituzionale e morale nei confronti di un settore che è fondamentale per la costruzione di una società democratica, competente e informata quale vuole essere il Molise del futuro.

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Una risposta su “Legge editoria, diamoci una mossa. Appello alla responsabilità

  1. Ferdinando A. MANCINI

    Meglio che la politica non finanzi la stampa in modo che la stampa sia corretta, autorevole e veritiera perchè non china alla politica.
    Sarebbe un vantaggio economico anche per i cittadini che dovrebbero vedersi ridurre le tasse (addizionali ecc.).
    Certo non ce ne accorgeremmo molto perchè i maggiori sprechi sono legati proprio alla gestione della politica locale di questa piccola ed inutile autonomia regionale.
    Per il piccolo Molise, meglio ridurre e unificare le troppe testate.

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