‘Le stagioni del gusto’, inaugurato il laboratorio di Enogastronomia all’Unimol

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TERMOLI. Un laboratorio che rappresenta un luogo di apprendimento, di pratica e di ricerca in cui concepire, analizzare, presentare e sperimentare preparazioni all’insegna del connubio tra innovazione e tradizione. E’ stato inaugurato il laboratorio di Enogastronomia all’Università del Molise. L’inaugurazione si è tenuta in occasione dell’ultimo incontro del ciclo di seminari “Il cibo come cultura”, nell’ambito dei corsi di Geografia dei Prodotti Locali, tenuto dal prof. Marco Petrella, e di Storia dell’agricoltura e dell’alimentazione, tenuto dalla prof.ssa Maria Giagnacovo. Ospite della sede per l’occasione Mariassunta Palazzo, chef del ristorante Miseria e Nobiltà di Campobasso. Titolo della sua dimostrazione “Le stagioni del gusto. La cucina molisana tra miseria e nobiltà”. Dopo una riflessione sul significato della tradizione e della tipicità e sul loro valore aggiunto nella cucina della contemporaneità, la chef ha mostrato, entusiasmando i numerosi studenti presenti, la preparazione di piatti della tradizione del Molise, illustrando l’importanza del patrimonio culturale culinario e al contempo l’importante sforzo necessario per trasformarlo in cucina sublimata adatta ai gusti e alle esigenze del tempo presente. Il Laboratorio di Enogastronomia presso il corso di laurea in Enogastronomia e Turismo della sede Unimol di Termoli rappresenta un luogo di apprendimento, di pratica e di ricerca in cui concepire, analizzare, presentare e sperimentare preparazioni all’insegna del connubio tra innovazione e tradizione. “Lontano da un mero cooking show – sottolinea il prof. Marco Petrella – il laboratorio di oggi ha dato l’opportunità agli studenti di assistere alla dimensione pratica di un percorso di apprendimento. Quello in cui i contenuti relativi ai significati storico-culturali del cibo, all’analisi critica delle denominazioni, al significato del tipico e del locale diventano un piatto, ovvero la base materiale di un fatto culturale: il cibarsi”. “Un’ulteriore dimostrazione – afferma la prof.ssa Giagnacovo – di quanto la consapevolezza storica del processo alimentare possa diventare risorsa, aiutando nell’individuazione di ciò che troppo spesso, con eccessiva facilità, viene definito tipico e tradizionale. Un percorso di ricerca, questo, che nel caso del Molise, come in molti altri territori, sembra portare ad ottimi risultati.” Alla dimostrazione è seguita una degustazione delle pietanze, contestualmente preparate.

 

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