La Play Station agli esami, il curioso caso del liceo artistico “Manzù”

Athena

CAMPOBASSO. Si può giocare a scuola? La risposta è sì. Non si parla affatto di svago né, tantomeno, di una attività ludica tesa ad esautorare la scuola dal proprio ruolo fondamentale di istituzione formatrice del cittadino del futuro. La scuola, nel suo incessante processo di rinnovamento per andare incontro ai giovani, apre i propri confini metodologici fino ad includere il video-gioco come strumento didattico per parlare del rapporto tra uomo e società. E’ quanto ha fatto uno studente del Liceo Artistico “G. Manzu’” di Campobasso . Nel suo percorso interdisciplinare, durante l’Esame di Stato, Stefano Dispensa (è questo il nome dello studente) , appassionato di videogiochi, ha utilizzato la Play Station per esporre contenuti di filosofia, arte, letteratura italiana e straniera.
La tesina dal titolo “ Videogiocando con gli Eventi Storici” ha visto l’incontro del protagonista con autori quali Karl Marx, Charles Dickens nella Londra della seconda metà dell’800 per ritrovarsi poi nella prima guerra mondiale alla presenza di Wiston Churchill. Benvenga allora la passione per un gioco che sa tramutarsi in un connubio di arte, creatività e passione. Una novità curiosa, concreta e divertente.

 

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