Isernia. Inaugurata sede centrosinistra, D’Achille: “Una squadra che fa la differenza”

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ISERNIA. Una sede che vuole essere “una casa comune per tutto il centrosinistra”, come sottolineato da Maria Teresa D’Achille, quella inaugurata questa mattina a Isernia di fronte a piazza della Repubblica. Presenti tutti i candidati alle Politiche del 4 marzo, ad eccezione di Vittorino Facciolla assente per altri impegni. C’erano Enrico Colavita, Laura Venittelli, Micaela Fanelli e Carlo Veneziale, oltre ad altri amministratori della coalizione, sostenitori e simpatizzanti. A fare gli onori di Casa è stata D’Achille, candidata alla Camera sul collegio uninominale di Isernia. Centralità dei programmi e unità del centrosinistra i temi sui quali il vicesindaco di Isernia ha posto l’accento. “La nostra battaglia – ha detto – la nostra sfida è di portare il Molise in Italia e in Europa. Io non credo assolutamente ai sondaggi che si stanno facendo, li ritengo molto manipolati e anche fuorvianti. Credo invece che il volto delle persone faccia la differenza, e questa squadra ha dimostrato di lavorare bene al Governo nazionale e regionale, ottenendo ottimi risultati con il patto per il Molise, le zone economiche speciali, l’area di crisi complessa, tutti gli investimenti per l’industria e la ripresa dell’occupazione e l’impegno per la viabilità ferroviaria e viaria. Tutto ciò in un momento in cui c’è sfiducia per la politica, ci sono tanti problemi socio-economici, disagio e disuguaglianze”. L’obiettivo, per D’Achille, è quello di “vincere in tutti i collegi”, con una “squadra che fa la differenza rispetto alle altre: forte, competente ed esperta, che ha sempre lavorato sul territorio. Le nostre sono candidature di persone che ci hanno messo sempre l’impegno e hanno trovato le soluzioni e le risposte per questo territorio. Perciò volgiamo rappresentarlo, compresa e soprattutto la provincia di Isernia. Abbiamo bisogno di rappresentanti che sostengano le nostre aree a livello nazionale con programmi, leggi e riforme. Dobbiamo potenziare il lavoro fatto in questi anni. Ci crediamo e lanciamo questa sfida all’elettorato, soprattutto agli indecisi e agli astensionisti, che oggi sono la maggior parte”. La candidata alla camera ha voluto rimarcare quelle che a suo avviso sono le differenze con gli altri partiti e movimenti, partendo dall’obiettivo di “battere i populismi, la demagogia, i familismi del centrodestra e anche la disinformazione o la falsa democrazia dei Cinque stelle, con i valori che promettono e poi non mantengono”. Quanto al centrodestra, ha affermato: “È completamente diviso, visto che stanno litigando già per le prossime Regionali. Non pensano ai problemi reali che abbiamo e si dimenticano anche che hanno governato fino ad adesso questa regione insieme al centrosinistra. Quindi noto contraddizione e incoerenza, e anche avventurismo e superficialità”. Dei pentastellati ha detto: “Non si conosce neppure chi siano i volti di queste persone, motivo per cui non credo si possa basare tutto su un simbolo che non racconta una storia, un impegno, fatti concreti o vita vissuta”. Non è mancato neppure un passaggio su ‘Liberi a Uguali’, in particolare sulle candidature di Danilo Leva e Gianmaria Palmieri. “Da una parte – ha commentato – Danilo Leva non crede in questi territori poiché si candida in Molise ma ha il paracadute in Abruzzo. Perché, evidentemente, non è convinto di quello che fa e dei risultati che potrà avere qui. Non ha lavorato per l’unità del centrosinistra e quindi non credo sia credibile in questo momento. Le accuse di inciuci vanno respinte al mittente: gli inciuci li fa lui insieme a una sinistra che oggi non sappiamo quale sia e che lavora di nascosto. Noi lavoriamo in maniera trasparente e chiara”. Per quanto riguarda il rettore Palmieri, per Maria Teresa D’Achille si tratta di “una candidatura improvvisata di una persona sicuramente di grandi qualità e che ricopre un ruolo importante, ma che per il territorio pentro, per quel che riguarda l’Università del Molise, ha tolto invece che aggiungere. Ha tolto anche quello che era rimasto dopo i disastri lasciati su questo fronte dal centrodestra, che aveva delocalizzato completamente l’Università in un territorio periferico”.

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