Intervista a Luca Abete, l’inviato di ‘Striscia’ martedì all’Unimol: “Le realtà di provincia? Una palestra per perseguire obiettivi più grandi”

Speciale di zinno

di Laura D’Ambrosio

Il sorriso è una curva che fa la differenza soprattutto con i giovani, questo il pensiero di Luca Abete, l’inviato di ‘Striscia La Notizia’, che sarà a Campobasso per la nona tappa del tour motivazionale ‘NonCiFermaNessuno2018’ giunto alla sua quarta edizione. Ospite dell’Unimol, il giornalista noto soprattutto per i suoi servizi a tutela dell’ambiente, nel 2014 si pone l’ambizioso obiettivo di girare l’Italia per parlare ai ragazzi portando una ventata di ottimismo non come maestro di vita, ma semplicemente raccontando la sua storia di crescita professionale. “A seguito degli incontri tenuti nei diversi atenei ho appreso che l’emergenza espressa non è tanto quella di avere qualche dritta per essere più bravi nel proprio ambito lavorativo, ma quanto più messaggi utili a credere in se stessi al fine di realizzare il proprio sogno” – ha detto Luca Abete in un’intervista telefonica a ‘Il Quotidiano del Molise’. Una missione di incoraggiamento quella dell’inviato che con il tempo si è tramutata in una vera e propria campagna sociale, raccogliendo un gran numero di consensi.
E alla domanda, quale sia il linguaggio giusto per rivolgersi ad una platea quale è quella giovanile, sempre più sfiduciata e il cui futuro si prospetta a sfumature chiaroscure risponde:”Bisogna parlare loro con franchezza senza tanti giri di parole, ma soprattutto con semplicità. È l’unico modo per farsi ascoltare e non impartendo lezioni o insegnamenti ma raccontando la mia storia che è simile alla loro. In modo da accorciare le distanze, mettendomi alla pari”. In particolare, con riferimento a una realtà piccola come quella molisana dove il tasso di emigrazione giovanile è sempre più alto e la disoccupazione ha raggiunto ormai livelli da brivido, afferma: “Il più delle volte è il luogo comune che uccide questi territori e che vuole che in provincia non c’è nulla e si utilizza spesso questo come alibi per continuare a non fare nulla. Mentre, invece, io sono una persona che è nata in provincia e posso dire che essa è un’ottima palestra. Infatti, nei territori troppo agonistici, troppo ingolfati di prime donne, emergere e fare un po’ di allenamento nelle cose della vita è particolarmente difficile.

L’articolo integrale sull’edizione cartacea de ‘Il Quotidiano del Molise’ in edicola domani.

 

 

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