Incidenti mortali, lo sfogo di una mamma che ha perso il figlio: le auto sono armi, si rispettino i limiti di velocità. E la vita umana

Assitel Service

Il figlio è morto in un incidente stradale. In una strada sulla quale il limite è di 50 chilometri all’ora. Che assurdità. Eppure è successo. Da allora la signora Carmen Fichera, quando è su una strada, guarda il comportamento degli altri automobilisti. E la conclusione è una sola: “Non si rispetta il valore della vita umana”.

Quello della signora è uno dei tanti commenti che sono stati lasciati sulla pagina Facebook del Quotidiano del Molise sotto la notizia degli incidenti mortali avvenuti nel fine settimana. Sono morte due persone e sono diversi i feriti ricoverati ancora in gravi condizioni negli ospedali di Termoli e Campobasso.

La signora una tragedia così grande come quella di vedere morire un proprio caso l’ha provata. La strada le ha tolto la persona più preziosa della sua vita: è morto il figlio Gabriele su una delle tante strade molisane che finiscono agli onori della cronaca, senza poi riuscire ad essere migliorate in termini di sicurezza.

Tanto, secondo la donna, potrebbero fare gli automobilisti che “non si rendono quanto il mezzo che conducono possa essere un’arma che uccide”.

Sono strazianti le parole della signora Carmen. Strazianti e allo stesso tempo estremamente lucide: accanto alla poca sicurezza sulle strade, c’è pure l’errore umano che spesso, troppo spesso, costa la vita a vittime innocenti.

“Ho perso mio figlio Gabriele in una strada provinciale molisana con limite di velocità di 50 chilometri orari. Un mezzo pesante, pesante davvero visto che era quasi il doppio del consentito, l’ha ucciso. Da quel maledetto giorno, oltre a non vivere più e a non avere più fiducia in nessun conducente, noto che pochissimi automobilisti rispettano il codice della strada. Non si rispetta il valore della vita umana, non ci si rende conto che il mezzo che si conduce può essere un’arma che uccide”.

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Una risposta su “Incidenti mortali, lo sfogo di una mamma che ha perso il figlio: le auto sono armi, si rispettino i limiti di velocità. E la vita umana

  1. Giandomenico Cacciapuoti

    In Molise sta succedendo di tutto in quest’ultimo periodo. Perdite umane a iosa semplicemente perché non si rispetta il Codice della Strada. E scopri che, ad un anno dall’istituzione del reato di omicidio stradale, solo a seguito del recente, tragico incidente sulla Bifernina in cui ha perso la vita una cinquantunenne, si è proceduto all’arresto del colpevole. La sanzione e la certezza della pena devono essere applicate fin da quando c’è la regola, non a singhiozzo!

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