Il problema della ludopatia in Molise

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Il gioco d’azzardo è un settore in continua espansione in tutto il territorio italiano. Sono stati registrati dei picchi in alcune regioni del meridione, ma ormai quasi nessuna regione ne è esente. Negli ultimi anni il gioco è diventato sempre più accessibile, grazie alla presenza di numerose macchinette nei bar e nelle sale da gioco ma anche nel web, con i numerosi siti di gioco. Recentemente il Governo si è impegnato per sensibilizzare le persone affinché giochino legalmente presso i casino online AAMS e le strutture autorizzate, ma nonostante questo il problema della ludopatia, la dipendenza da gioco, continua a divagare. Perfino il Molise, uno dei territori meno vasti e popolati della penisola, è stato colpito dalla piaga della ludopatia, che nella maggioranza dei casi rovina la vita di chi ne è affetto e spesso anche delle persone che lo circondano.

I dati registrati in Molise sono sconcertanti. Nella sola Campobasso la spesa per cittadino ammonta a circa 1.200 euro pro-capite e la spesa totale nel 2016 è stata di ben 59,23 milioni di euro. Lo stesso trend lo si riscontra nei paesi di provincia: un esempio fra tanti è il paese di San Giuliano del Sannio, popolato da appena 1.006 anime, il cui Sindaco Angelo Codagnone ha lanciato l’allarme per il gioco d’azzardo. Sempre nel 2016, in questo paesino sono stati spesi 671.000 euro solo nel gioco, e la spesa pro-capite è stata stimata intorno ai 667 euro. Il primo cittadino vuole prendere provvedimenti immediati e prossimamente emetterà un’ordinanza che limiti gli orari di apertura delle sale slot e di qualsiasi locale dotato di macchinette da gioco. L’orario attuale va dalle 5:30 del mattino fino alle 3 di notte, e già all’apertura all’alba è possibile trovare persone intente a giocare. Inoltre, sospenderà il contratto d’affitto ai bar che affittano i locali di proprietà comunale che non provvederanno a smantellare le slot entro tre anni. Al contempo ha chiamato all’intervento anche i sindaci dei comuni limitrofi, nonché le istituzioni ecclesiastiche dell’area, confidando che possano contribuire anche loro alla diminuzione del fenomeno.

Il Sindaco di Campobasso, Antonio Battista, ha anch’egli a cuore il problema e lo sta combattendo da anni emettendo varie ordinanze, che al momento non hanno però sortito molti effetti. Il SerD molisano (i Servizi per le Dipendenze patologiche), tramite il suo responsabile Giuseppe Antonio Scioli, conferma l’emergenza esponendo altri dati da non sottovalutare: il 13% dei molisani è affetto dalla dipendenza da gioco d’azzardo, percentuale ben più alta della media nazionale, e molti di loro tengono nascosta la patologia ai propri cari, molti addirittura non sono consapevoli di avere un problema. La fascia d’età studentesca, specialmente dai 16 ai 19 anni, è da monitorare. Il 13,9% gioca occasionalmente, l’8,7% gioca a livelli problematici e, infine, il 42% è dipendente.

La ludopatia è un fenomeno, una problematica che spesso porta alla bancarotta non solo i giocatori compulsivi, ma anche le loro famiglie, e anche questa fa parte delle ragioni per cui è stato lanciato l’allarme. Si spera, quindi, che in un futuro prossimo i provvedimenti dei vari Sindaci diventino definitivi e aiutino a dare una svolta decisiva a questa drammatica situazione.

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