Il Presepe Vivente cittadino nel segno dell’accoglienza

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CAMPOBASSO. La natività, a Campobasso, ha avuto quale suggestiva cornice l’atrio della scuola di via Roma. Realizzato dalle associazioni “Città Viva” e “La Mantigliana”, il presepe vivente, ieri sera, è stato dedicato al tema dell’accoglienza. Suggestiva la storia sottesa: una coppia di forestieri si ferma in città, nel borgo antico, a piazza del- l’Olmo, nella casina di parenti emigrati in Molise, e, qui, la donna viene aiutata a parorire dalla giovane Marianna. Unica la scena, con il letto nuziale, il bambinello e la coperta buona che, un tempo, si soleva stendere nelle occasioni importanti. Il braciere, il matterello e la stadera hanno, invece, rievocato i tempi che furono, con un inno al lavoro, momento di crescita e maturazione di ogni singolo individuo ed indizio di collaborazione con Dio nella Sua opera creatrice. Un uomo, difatti, ha finto di preparare la culla, un altro di intrecciare una cesta di vimini; una donna ha, invece, simulato di realizzare la coperta e le fasce. Comodini, armadi e tavolinetti in legno di noce hanno riprodotto il calore del focolare; al centro, dietro il letto, un’antichissima natività dipinta ha riportato all’hic et nunc: la notte tra il 24 e il 25 dicembre 1920. Tutte le vesti indossate dai personaggi sono state realizzate – molte proprio per l’occasione – da “La Mantigliana”, utilizzando tele grezze, cotone e mussola. Di seta la “coperta buona” di San Leucio, gentilmente prestata per il presepe. “Abbiamo immaginato che questo bell’esempio di accoglienza fosse raccontato dalla proprie- taria della casa del borgo antico a sua nipote, artista quotata che ha poi eternato la storia in un dipinto”, hanno detto Addolorata Di Cristofaro e Annamaria Mastropietro de “La Mantigliana”.

“Tutti i figuranti – hanno continuato – vogliono incarnare laboriosità ed abnegazione, mettendosi all’opera, ciascuno in base alle proprie capacità, per ben accogliere la creatura”. I mestieri, un tempo, hanno, del resto, costituito una delle principali condizioni di sussistenza delle generazioni che ci hanno preceduto, ed i nostri antenati hanno “vissuto” quelli stessi mestieri giorno dopo giorno, divenendo, per noi, maestri di vita. La dura operosità, peraltro, accomunava uomo ed animali domestici, e, proprio in quanto condivisa, almeno in parte si alleggeriva. L’aratura, la preparazione del formaggio e la costruzione di vasi e piccoli paioli in terracotta erano le principali occupazioni in cui gli stessi membri dei nuclei familiari si avvicendavano. “La Mantigliana” e “Città Viva”, con perizia, hanno, dunque, saputo farci rivivere scene di vita vissuta di un passato non troppo remoto, attraverso un affresco vario e ben curato, finanche nella vegetazione ed i pagliericci. Di viva attualità il tema solidaristico, su cui la scia della cometa ha gettato luce, visto che di accogliere e tendere la mano si avverte, oggigiorno, sempre più bisogno. Importante anche quello dell’emigrazione, intorno a cui tante storie e tanta letteratura, intrise di ricordi, si sono dipanate. Molti i visitatori che si sono assiepati in via Roma per assistere, con commozione, alla scena, allietata da dolci musiche e canti. Il presepe vivente è stato inserito in “Natale… coi fiocchi”, il cartellone degli eventi dicembrini (e di inizio gennaio) allestito dal Comune capoluogo.

Francesca Muccio

 

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